Caso Artem Uss, revocati i domiciliari a Dmitry Chirakadze: può tornare in patria

MILANO – Dmitry “Dima” Chirakadze, l’aristocratico russo accusato di aver orchestrato una delle evasioni più clamorose degli ultimi anni, torna in libertà e potrà rientrare in Russia. Il Tribunale del Riesame di Milano ha revocato la misura dei domiciliari con braccialetto elettronico, accogliendo l’appello dei suoi avvocati. La decisione segue la sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha rideterminato la condanna per Chirakadze a 2 anni e 2 mesi, riducendo la pena di un anno rispetto al primo grado. Il 54enne, discendente di una nobile stirpe russa e figura di spicco nel settore della giustizia telematica nel suo Paese, era stato arrestato nel giugno del 2024 con l’accusa di essere il “regista” dietro la fuga di Artem Uss.

L’evasione

La vicenda risale al marzo del 2023, quando Uss — imprenditore e figlio di Aleksandr Uss, allora governatore della regione siberiana di Krasnoyarsk — riuscì a fuggire dai domiciliari a Basiglio, nel Milanese. L’uomo era in attesa di essere estradato negli Stati Uniti con l’accusa di traffico di petrolio venezuelano e tecnologie militari “dual use” sotto embargo. L’evasione, avvenuta forzando il braccialetto elettronico, fu eseguita da un commando che scortò il magnate oltre il confine, fino a fargli raggiungere la Russia via Belgrado.

Le indagini

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Chirakadze non avrebbe partecipato materialmente al commando, ma avrebbe agito a un livello organizzativo superiore, coordinando le fasi dell’esfiltrazione. Il caso aveva sollevato un polverone politico e diplomatico, portando anche a un’ispezione ministeriale sulla decisione dei magistrati milanesi di concedere i domiciliari a un detenuto ad alto rischio di fuga.  Per Chirakadze, che ha sempre respinto le accuse, si apre ora la strada del rientro in patria.

milano caso artem uss – MALPENSA24
Visited 123 times, 1 visit(s) today