BODIO LOMNAGO – «Coinger, chi controlla chi? Si tratta di una società pubblica partecipata dai Comuni. In teoria sono i soci a dover dare indirizzo, controllo e verifica. Ma dopo quanto emerso, la domanda politica è inevitabile: il Comune controlla Coinger o si limita a seguirne le decisioni?». È questo il punto al centro dell’interrogazione presentata dal gruppo consiliare Amici di Bodio Lomnago per chiede chiarimenti sulla posizione assunta dal Comune in merito alla governance di Coinger, alla riconferma dell’amministratore unico Giorgio Ginelli, al bilancio 2025, al Pef 2026-2029 e al controllo effettivo del servizio rifiuti.
La lettera di sostegno
«Una scelta come la riconferma dell’amministratore unico per un triennio non può essere trattata come un passaggio automatico», dicono i consiglieri. «Se Bodio Lomnago ha votato la continuità dell’attuale gestione, allora l’amministrazione deve spiegare ai cittadini su quali valutazioni abbia fondato questa scelta. L’interrogazione chiede anche chiarimenti su una lettera di sostegno alla ricandidatura dell’Amministratore Unico». La lettera al centro del dibattito è quella cui, soltanto qualche giorno fa, faceva riferimento anche il sindaco di Albizzate, Mirko Zorzo – fresco di divorzio da Coinger – sostenendo che «un amministratore unico deve recepire le linee della politica e attuarle. Invece, in Coinger, vedo proprio il contrario». E il gruppo di minoranza di Bodio segue la stessa linea. «La lettera – dicono – contiene passaggi politicamente ambigui e poco corretti nel metodo: più che una valutazione trasparente dei risultati del servizio, sembra un sostegno preventivo alla continuità dell’amministratore unico».
Chi controlla chi?
Per Amici di Bodio Lomnago, il tema riguarda direttamente la questione del controllo. «In una società pubblica in house, i Comuni soci dovrebbero indirizzare e controllare la società. Una lettera preventiva di sostegno alla continuità dell’amministratore unico rischia invece di trasmettere l’immagine opposta. Per questo chiediamo: chi controlla chi?».
Il bilancio
Il gruppo di minoranza pone, poi, l’attenzione sui dati economici del bilancio Coinger 2025. Un tema «non solo contabile, ma politico», proseguono. «È legittimo chiedersi se una società pubblica, finanziata attraverso tariffe pagate dai cittadini, generi un utile così rilevante, accantoni oltre mezzo milione di euro e riconosca contemporaneamente un premio al proprio amministratore unico». Ad essere contestata non è «la possibilità, in astratto, di accantonare risorse. Chiediamo però di sapere a cosa serviranno quei soldi, chi ne decide l’utilizzo e se esista un piano preciso approvato dai soci».
Reputazione e disservizi
L’interrogazione affronta anche il tema della reputazione della società. «Un utile di bilancio non basta a certificarne il buon funzionamento, non misura la perdita di fiducia dei cittadini, il malcontento, le contestazioni, le raccolte firme, le uscite dei Comuni e la percezione di un servizio che molti utenti ritengono problematico». Altro punto riguarda i disservizi. «A Bodio ne risultano 42 nel primo trimestre 2024, 40 nel 2025 e 44 nel 2026. Numeri che appaiono contenuti rispetto alla percezione di molti cittadini. Per questo chiediamo cosa Coinger intenda esattamente per “disservizio”».
Come si prendono le decisioni?
Per Amici di Bodio Lomnago, la questione non riguarda solo Coinger, ma il metodo con cui il Comune assume decisioni su servizi pubblici essenziali. «Dagli atti sappiamo come il Comune ha votato. Quello che chiediamo è chi ha deciso quella linea. Se il Comune controlla davvero Coinger, deve dimostrare come lo fa. Se invece si limita a votare continuità, approvare bilanci, accettare riserve e premi, allora il controllo rischia di essere solo formale. E su un servizio essenziale come i rifiuti, pagato dai cittadini, il controllo formale non basta», concludono.
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