BUSTO ARSIZIO – Si saprà solo a ridosso del consiglio comunale di metà gennaio se la mozione dei gruppi di opposizione sul “caso Sabba” sarà di sfiducia o di censura nei confronti dell’attuale assessore alla sicurezza. Tocca al consigliere del gruppo misto Emanuele Fiore decidere se mantenere o ritirare la firma che aveva apposto alla mozione di sfiducia depositata dai gruppi di minoranza all’indomani della seduta del consiglio comunale dello scorso 16 dicembre.
La mossa dell’opposizione
Il regolamento del consiglio comunale prevede infatti la possibilità di sottoporre un assessore a mozione di sfiducia “da parte di un numero non inferiore ad un terzo dei componenti il Consiglio, computando a tal fine il Sindaco”. Servono pertanto almeno nove firme, dei 25 membri seduti sui banchi della sala esagonale. Basterebbe la condivisione di tutti e nove i componenti dei gruppi di minoranza, se non fosse che Emanuele Fiore (gruppo misto) non avesse manifestato l’intenzione di ritirare la propria firma sul documento alla luce del dibattito consiliare sull’interrogazione presentata dalla maggioranza per “bruciare” le opposizioni sul caso.
Fiore in stand-by
Fiore nel frattempo ha chiesto all’amministrazione di ricevere la documentazione sulla vicenda per poter valutare e approfondire il caso prima di decidere se ritirare effettivamente, o meno, la propria firma. Una scelta rimandata a dopo le feste di Natale, e comunque a ridosso della convocazione della prossima seduta di consiglio comunale. Se il rappresentante del “gruppo misto” confermerà la sua retromarcia, la mozione non potrà più essere di sfiducia, ma solo di censura, e verrà esaminata e discussa come una qualsiasi mozione che fa parte dell’Ordine del giorno dell’assemblea, che dovrebbe tenersi giovedì 16 gennaio.
La mozione di sfiducia
Se invece ci saranno i numeri per la mozione di sfiducia all’assessore Matteo Sabba, questa dovrà essere “esaminata e discussa dal Consiglio prima di ogni altro argomento attraverso l’intervento, per un tempo non superiore a tre minuti, da parte dei Consiglieri che intendano prendere la parola – così recita il regolamento dell’assemblea civica – Esaurito il dibattito si procede alla votazione a scrutinio segreto. La mozione di sfiducia si intenderà approvata con la maggioranza assoluta dei voti dei Consiglieri comunali assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco. L’esito della votazione non è comunque vincolante per il Sindaco“. Di certo il caso dell’incompatibilità da consigliere comunale di Sabba non si esaurirà con il dibattito nell’ultima seduta consiliare prima di Natale.
Busto, la mozione contro Sabba, Fiore: «Non mi interessano i processi politici»
