BUSTO ARSIZIO – Mozione di sfiducia? No, rimane una mozione di censura. Sarebbe questo l’orientamento dell’ufficio di presidenza del consiglio comunale in vista della seduta di giovedì 16 gennaio che discuterà del “caso Sabba”. È quello che filtra dai corridoi di Palazzo Gilardoni all’indomani della firma di Emanuele Fiore, il nono consigliere di minoranza che si è accodato alla mozione che era già stata inserita nell’ordine del giorno della seduta.
L’orientamento della presidenza
La questione è in fase di approfondimento da parte degli uffici, ma da quel che emerge non ci saranno cambiamenti nell’ordine del giorno già pubblicato. Quella che è stata iscritta non è una mozione di sfiducia – altrimenti sarebbe automaticamente balzata al primo punto in discussione – bensì di censura, e secondo l’interpretazione della presidenza il consigliere Fiore non ha fatto altro che aggiungere la sua firma a quel testo, che così verrà discusso come una normale mozione, all’ultimo punto dell’ordine del giorno e dunque con il voto palese invece del voto segreto previsto in caso di sfiducia. Lo stesso rappresentante del gruppo misto avrebbe già sollecitato lo spostamento della mozione al primo punto dell’odg.
Sarà battaglia
L’orientamento della presidenza prevedibilmente verrà contestato dalla minoranza nella riunione della conferenza dei capigruppo che precederà la seduta di giovedì 16 gennaio, convocata alle 20. E sarà battaglia, perché l’opposizione spera ancora di poter tentare qualche consigliere di maggioranza “malpancista” in caso di voto a scrutinio segreto ad esprimersi in dissenso rispetto alla linea della difesa a spada tratta di Sabba dettata dal sindaco Antonelli. Ma la battaglia inizierà già mercoledì 15 gennaio, quando la commissione bilancio convocata dal presidente Simone Orsi discuterà della proposta del sindaco di modifica del regolamento del consiglio comunale per cancellare il voto segreto sulle mozioni di sfiducia di assessori e presidente del consiglio. Proposta, già bocciata dalle opposizioni, che andrà poi in discussione nella seduta dell’assemblea civica del 16 gennaio prima della mozione di censura.
E Sabba? Irride i detrattori

Intanto l’assessore Matteo Sabba, che sul caso che lo ha messo nell’occhio del ciclone ormai da quasi tre mesi si era espresso esclusivamente nel dibattito consiliare dello scorso 16 dicembre, ha postato un commento pubblico – uno dei primi in assoluto da quando è iniziata la “bufera” – su una delle bacheche social della città. Irridendo un suo detrattore – Massimo Tosi, già candidato con la coalizione centrista di Gigi Farioli alle ultime elezioni amministrative – che aveva commentato la firma di Fiore sulla mozione con le parole “Finalmente! L’anno nuovo porta buoni consigli“. In tutta risposta Sabba ha scritto: “Finalmente. Ora può dormire sonni tranquilli”.
Caso Sabba, Fiore firma la mozione di sfiducia: «In tempo utile. Ora votiamola»
