Fibra ottica nella zona nord di Casorate. C’è l’ok di Anas e Rfi per avviare gli scavi

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CASORATE SEMPIONE – Se in alcune zone di Casorate Sempione la questione asfaltature post posa della fibra ottica sembra momentaneamente sospesa, in altre qualcosa si muove. In particolare a nord del paese, dove Rfi (Rete ferroviaria italiana) e Anas hanno dato l’ok per intervenire con gli scavi. Si tratta, infatti, dell’area della stazione, interessata anche da un tratto del Sempione vecchio. Come spiega il sindaco Dimitri Cassani: «Ora c’è il nulla osta per completare anche questa parte, che ancora non era stata sottoposta ai lavori. Mentre sul resto del paese stiamo continuando a insistere per procedere». Il riferimento va, in particolare, alla zona industriale e al centro, ormai da tempo oggetto di continue conferme e proroghe da parte della ditta incaricata.

Nuovi progetti dopo il ko

Intanto, aggiunge Cassani, la ditta ha «completato la riprogettazione per la parte del paese che aveva ricevuto il ko dai proprietari». Si tratta di quelle zone in cui la posa della fibra ottica non era prevista sotto terra, ma sulle facciate di alcune proprietà. Il problema è che «ci sono privati che non avevano dato l’autorizzazione per sistemare i cavi sulle case», ricorda. Un intoppo, che ha di conseguenza costretto la società incaricata ai lavori di effettuare una variante sul progetto. Il risultato? Tempi che si sono allungati ulteriormente. Ora sembrano essere pronti i nuovi progetti, che porteranno a nuovi scavi dove prima non erano previsti.
Differente (più o meno) la situazione nell’area industriale di Casorate. L’opera è terminata, quel che manca è la connessione. E il primo cittadino torna a ribadire quello che ormai è diventato un ritornello: «Abbiamo chiesto di attivare la fibra almeno qui, dove ci sono aziende che hanno bisogno del collegamento per poter lavorare». E anche in questo caso «ci hanno dato l’ok, devono capire dove posizionare la centralina».

I ripristini

Per i ripristini delle strade su cui si è già intervenuti con la posa dei cavi, invece, sono stati presi accordi con la ditta sull’entità dei lavori. Di base, il patto è che vengano sistemate tutte le strade, «prima con una colata di cemento per coprire i buchi, poi con l’asfaltatura». In genere, l’azienda ha l’obbligo ministeriale di «sistemare i 50 centimetri dello scavo, però non basta, perché non è idoneo e si sgretola», sottolinea Cassani. «Così abbiamo concordato un rispristino da un metro e trenta. Oltre l’asfaltatura».

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