A Casorate si sblocca la macchina amministrativa. Ma è solo temporaneo

Casorate regione fontana

CASORATE SEMPIONE – La macchina amministrativa si è sbloccata a Casorate Sempione. Per ora. Fino al 30 aprile a fare da segretario comunale sarà la dottoressa Stefania Passerini, responsabile dell’ufficio Anagrafe e Servizi Sociali. Questo vuol dire che ci sarà una piccola parentesi che permetterà all’amministrazione del sindaco Dimitri Cassani di riprendere a pieno ritmo la sua attività dopo il pensionamento dal 31 dicembre di una figura indispensabile. Tra cui convocare finalmente il consiglio comunale – che nel 2022 ancora non è riuscito a ritrovarsi in aula – entro fine mese. Ma è ancora presto per cantare vittoria.

Una situazione temporanea

Una situazione temporanea, quindi. «Il nostro dirigente comunale ha i requisiti per ricoprire il ruolo di vice-segretario», racconta il primo cittadino. «Ma secondo le norme può svolgere questa carica per un massimo di 120 giorni, quando la sede resta vacante». Che tradotto significa rimettere in moto la macchina amministrativa almeno per sbrigare le pratiche che negli ultimi mesi sono rimaste in sospeso. Ecco perché bisogna già guardare ai prossimi passi da compiere. «In consiglio andremo a rescindere la convenzione che avevamo con il Comune di Castellanza, con l’obiettivo di farne una nuova con Cardano al Campo e Arsago Seprio. Sperando di poterla mettere in pubblicità e individuare un segretario in via definitiva». Solo un progetto, per il momento, ma che potrebbe essere una soluzione per uscire dallo stallo che si è venuto a creare. Qui come altrove.

Serve una convenzione

Nel frattempo c’è stato un concorso a livello regionale, dove sono stati selezionati circa 300 segretari. «Il problema è che sono collocati in fascia C, nel senso che possono essere collocati nei Comuni fino a 10mila abitanti», spiega Cassani. Per un Comune come Casorate vorrebbe dire rinunciare a una convenzione e, quindi, assumere il segretario a quota piena. «Avrebbe un costo troppo alto, che non può essere coperto». Senza dimenticare che «sono solo 300, a fronte di circa 3mila mancanze».

Informare il ministero

Di recente, il sindaco ha scritto al prefetto di Milano, il responsabile di questo tipo di figura. «Ma non ho ancora avuto risposte», dice. Il piano B era puntare più in alto e informare il ministro dell’Interno, che «resta una possibilità, per evidenziare una situazione che mette in crisi molti Comuni. Anche quelli medio-piccoli».

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