CASSANO MAGNAGO – Il bilancio economico dell’arrivo del Giro d’Italia, presentato lo scorso mercoledì dal sindaco di Cassano Magnago Pietro Ottaviani e dal presidente del Comitato di tappa Nicola Poliseno, non convince i due consiglieri comunali del Pd, eletti anche in rappresentanza di Azione e civici. Secondo Tommaso Police e Gemma Tagliabue, l’inserimento nella tabellina dei 100mila euro ricevuti da Regione Lombardia per le asfaltature è «una forzatura propagandistica solo per far quadrare i conti dinnanzi l’opinione pubblica e la stampa quando inequivocabilmente i costi appaiono ben più alti dei ricavi».
I contro-conti
Alla tabella costi/ricavi illustrata da Poliseno, risponde ora il centrosinistra con tre controdeduzioni:
- Nella voce ricavi si osservano € 100.000 come contributo di Regione Lombardia per le asfaltature. Dalla parte dei costi non compare alcuna spesa per le asfaltature, il che ci pare un po’ anomalo in quanto i lavori stradali sono stati eseguiti su precisa richiesta di RCS (Organizzatore del Giro d’Italia).
- Non sono state quantificate le spese relative al costo del personale del Comune di Cassano Magnago impegnato nelle fasi organizzative anche nei mesi precedenti.
- Non emergono le spese relative alla predisposizione per il posizionamento del monumento in via Aldo Moro e relativo spostamento dell’albero in via Sansovino
Gli asfalti che mancano
In particolare, i due consiglieri comunali sottolineano che i 100.000 euro inseriti nella voce “Ricavi” dovevano essere impiegati per le asfaltature. «Ma l’assessore al Bilancio Luisa Savogin ha riferito in sede di Commissione che questo importo è stato destinato ad altri interventi non inerenti alla manifestazione (e nemmeno per le asfaltature); emerge in maniera palese una discrepanza e tale importo a nostro avviso non doveva essere inserito a prospetto solo per far quadrare la tabellina con il segno positivo». Secondo il Pd, dunque, non è finita qui: «Ci riserveremo in ogni caso di approfondire la reale contabilità presso gli uffici comunali, non verrà meno il nostro ruolo di controllo e di vigilanza anche in questa occasione».
