CASTELLANZA – Non ci SiAmo. L’arrivo di Matteo Sommaruga alla guida di Forza Italia, i rapporti che si sono congelati tra la Lega cittadina e il gruppo di SiAmo Castellanza (c’è chi racconta che gli ultimi contatti risalgono a ben prima di Natale) e la possibilità (i Fratelli lo vogliono) di Luciano Lista candidato di coalizione sono tre indizi che fanno una prova: il progetto civico di Paolo Pagani non è alla deriva, ma è nelle secche. Anche se l’attività culturale, ovvero l’abito che Siamo Castellanza si era dato per arrivare in punta di piedi in clima elettorale, continua. Questa sera (mercoledì 15 gennaio, alle ore 20.30) c’è un incontro sull’energia nella sala convegni della biblioteca. Il dato culturale c’è, a questo punto manca quello politico.
Pagani colonnello senza esercito
C’è stato un tempo (qualche mese fa, mica il secolo scorso) che, con Angelo Soragni (leghista doc) e Paolo Colombo (esponente di primo piano di Forza Italia a Castellanza) nel board del progetto Siamo Castellanza, la lista sembrava fatta. Non solo, ma anche la Lega, che in un primo momento aveva nicchiato, ha poi fatto di sapere di appoggiare l’iniziativa civica. E tutti, seppur a microfoni spenti, avevano riconosciuto Paolo Pagani quale autorevole leader e candidato sindaco alle prossime elezioni.
In quel tempo però all’appello, ma solo perché nessuno l’aveva chiamato, mancava Luciano Lista, con Fratelli d’Italia. Che, pensava qualcuno, sarebbero arrivati.
E invece, da quel che raccontano i ben informati, non sono i Fratelli ad essersi aggiunti a Siamo Castellanza, ma sono stati Lega e Forza Italia ad essersi seduti al tavolo dei partiti del centrodestra. Già, perché se da un lato alcuni esponenti dei rispettivi partiti hanno “giurato” fedeltà al progetto guidato da Paolo Pagani, i capataz locali (e tra questi anche il neo commissario forzista) hanno lavorato per capire se il centrodestra può andare unito alla sfida con Partecipiamo. Risultato: Pagani rischia di andare alla guerra senza l’esercito (dei partiti).
Quindi?
Bella domanda, verrebbe da dire. Perché da qui alle elezioni la strada è ancora lunga e tutto potrebbe accadere. Anche che Forza Italia scelga di appoggiare l’amministrazione uscente, al netto del PD. Del resto quando il commissario Sommaruga dice: «Prima i programmi dei colori», lascia intendere che il campo in cui giocare la partita non è stato definito.
Non solo. Ma il congelamento del progetto SiAmo Castellanza potrebbe anche essere una conseguenza di una direttiva arrivata dai livelli provinciali. E se a decidere sarà Varese non è da escludere che a guidare la coalizione ci possa essere un Fratello. E qui l’unico nome spendibile è quello di Luciano Lista.
Idea Lista
Perché?
Primo: Lista è stato il fondatore del circolo cittadino; non è commissario, bensì presidente (nominato per acclamazione e papabile candidato a succedere a se stesso al prossimo congresso cittadino che avverrà tra febbraio e marzo). E in un mare di commissari (i circoli della provincia sono quasi tutti commissariati) questo può fare la differenza.
Secondo: il centrodestra nelle precedenti elezioni, ha già giocato le carte del candidato sindaco della Lega (con Soragni) e di Forza Italia (con Paolo Colombo). Ora potrebbe toccare ai Fratelli (viste le percentuali).
Terzo: il partito di Giorgia Meloni ha il triplo dei voti rispetto agli alleati e non può permettersi di non chiedere il candidato nel Comune più importante al voto in primavera.
Tutto questo, va detto, potrebbe bastare per l’investitura a candidato sindaco. Ma non è detto che sia sufficiente per fare il sindaco. Ma questa è un’altra partita.
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