CASTELLANZA – «Incoerenza e slealtà? L’unico nome che ci ha proposto Fratelli d’Italia per noi è impresentabile». Andrea Cassani, segretario provinciale della Lega e sindaco di Gallarate, respinge le accuse dell’europarlamentare Mario Mantovani e spiega la scelta, «non politica», del Carroccio di andare da soli alle elezioni di Castellanza appoggiando la lista civica SìAmo Castellanza invece che quella di centrodestra che sostiene il “Fratello” Luciano Lista. Un nome non accettabile «in virtù di ciò che politicamente ha fatto a Cislago e Fagnano», ovvero precedenti dissidi con la Lega, ma anche perché «ci sembra non vincente».
«Incoerenza e slealtà? No grazie»
Alle accuse di incoerenza e slealtà lanciate da Mantovani alla presentazione della lista Castellanza Protagonista, Cassani replica così: «In realtà, come ho spiegato già personalmente anche all’onorevole Mantovani, oltre che agli esponenti provinciali di FDI, la questione di andare da soli non è “politica” perché noi eravamo aperti a valutare altri nomi migliori di Fratelli d’Italia, però se ci viene detto che l’unico nome (per noi impresentabile in virtù di ciò che politicamente ha fatto a Cislago e Fagnano) è quello, non possiamo accettarlo». Il segretario provinciale del partito di Salvini fa riferimento alla crisi politica di Cislago – dove Lista era stato vicesindaco e consigliere comunale – culminata nel 2020 con le dimissioni anticipate del sindaco leghista Gianluigi Cartabia, e alla spaccatura alle elezioni del 2021 di Fagnano Olona, dove FdI ha ispirato la lista Fagnano Tricolore in contrapposizione con quella di centrodestra.
Il candidato migliore
«Andiamo a far comizi predicando che si devono sempre scegliere i candidati “migliori” e poi su Castellanza dovremmo fare una scelta diversa? – rinfaccia agli alleati di centrodestra Andrea Cassani – gli stessi Fratelli d’Italia, anche in questa tornata amministrativa nel Varesotto, hanno messo veti nei confronti di alcuni nostri ipotetici candidati e non capisco perché la Lega non possa fare altrettanto con un candidato su cui loro stessi non mi sembravano esattamente del tutto convinti inizialmente». E qui Cassani invece allude alle tensioni interne a Forza Italia sul nome di Lista, ma forse anche alle diverse sensibilità all’interno dei “Fratelli” tra la corrente che fa capo a Mario Mantovani e quella che fa riferimento all’assessore regionale Francesca Caruso. Oltretutto, aggiunge il segretario leghista, «Lista, sentendo soprattutto la voce dei castellanzesi, non ci sembra vincente e questo l’abbiamo detto da subito ma la questione è stata ignorata auspicando l’effetto traino dei simboli di partito sulla lista».
La scelta della Lega
Di qui la scelta di sfilarsi dagli alleati tradizionali per virare sui civici di centrodestra di SìAmo Castellanza: «Nelle elezioni amministrative, nei piccoli e medi comuni, la figura del candidato sindaco è molto importante per vincere, anche perché se ci basassimo sul voto politico (vedendo come sono andate le europee) Lista potrebbe già andare in Municipio indossando la fascia tricolore – sostiene Cassani – la Lega, in scienza e coscienza, ha scelto Pagani perché da un punto di vista di conoscenza della città, delle associazioni cittadine e per le capacità gestionali crediamo che abbia quelle caratteristiche che a nostro modo di vedere dovrebbe aver un buon sindaco e presentiamo con lui un programma serio ed elaborato per Castellanza. Quindi rifuggo dalle accuse di slealtà, anche perchè tutte le decisioni che come Lega abbiamo assunto erano comunicate in diretta agli alleati di FdI e FI». Infine la chiosa con frecciatina ai “Fratelli”: «Noi abbiamo fatto la nostra scelta convintamente e quindi in qualsiasi caso non avremo nulla da rimproverarci, chissà se sarà così per tutti».
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