BUSTO ARSIZIO – «Chiusura della A8, uno stress test per il nuovo ospedale. Se saranno code e caos, chiederemo nuovi interventi infrastrutturali per Busto». Il consigliere delegato alla viabilità Alex Gorletta non ha dubbi: la chiusura del casello autostradale di Gallarate, che da lunedì riverserà auto e mezzi pesanti verso lo svincolo di Busto Arsizio tra l’Autolaghi e la superstrada 336, sarà una sorta di “prova generale” di quello che potrebbe accadere sul Sempione, in termini di traffico, una volta che sarà attivato il Grande Ospedale della Malpensa. «I Comuni del territorio non potranno essere lasciati soli a gestire le conseguenze – il monito da Busto – e per il futuro non accetteremo soluzioni al ribasso».
Rischio caos
Gorletta, da delegato alla partita, guarda con attenzione – e preoccupazione – a quello che succederà da lunedì 23 febbraio, quando Autostrade per l’Italia chiuderà l’ingresso della A8 di Gallarate verso Milano per ben quattro mesi. «Il territorio si prepara a mesi di sacrifici sul fronte della viabilità – sostiene il consigliere bustocco – siamo consapevoli dei pesanti disagi che i cittadini dovranno sopportare e la chiusura dell’ingresso in A8 a Gallarate verso Milano e i restringimenti sulla superstrada per Malpensa creeranno un travaso di traffico inevitabile e delle criticità estreme sulle nostre arterie cittadine e sul Sempione».
Prove generali
Gorletta si aspetta che «la chiusura dello svincolo a Gallarate sposterà migliaia di veicoli verso i nodi di Busto Arsizio. Si tratta di una simulazione reale del carico di traffico che l’area dovrà sostenere una volta che il nuovo polo ospedaliero sarà operativo». Paradossalmente, un’occasione per Busto: «Proprio questo scenario di sofferenza stradale potrebbe essere un’opportunità analitica senza precedenti che dovrà servire come un monito – secondo il consigliere delegato alla viabilità – quello che vedremo nelle ore di punta non sarà solo un rallentamento, ma un vero e proprio “stress-test” a cielo aperto. Sfrutteremo i dati di percorrenza e le criticità che emergeranno in questi mesi per mappare esattamente i punti di rottura della rete stradale e questi numeri saranno la nostra forza al tavolo dei ragionamenti con gli enti sovra-comunali».
Lo sguardo al futuro
Una “prova generale” da sfruttare per il futuro: «Se la rete attuale non dovesse reggere questo sovraccarico non dovranno essere accettate soluzioni al ribasso – avverte Alex Gorletta – si dovrà necessariamente chiedere con forza interventi infrastrutturali molto più robusti di quelli previsti finora. Utilizzeremo questa esperienza per sollecitare ulteriori investimenti». Busto è già sul pezzo su questo fronte: sta lavorando per la stazione ferroviaria di Beata Giuliana e per l’adeguamento del Sempione, al di là delle due rotatorie già finanziate da Regione Lombardia. «Se la viabilità ordinaria dovesse mostrare lacune strutturali sotto questo carico, avremo la base scientifica per chiedere che il progetto del nuovo ospedale sia accompagnato da opere infrastrutturali compensative ancora più robuste per non far diventare la probabile eccellenza sanitaria una paralisi viabilistica».
L’appello
E per monitorare la situazione e verificare eventuali interventi da promuovere, un “luogo” c’è già, ed è il «tavolo, già aperto, che ha messo in contatto i sindaci dei comuni vicini» interessati dalla chiusura del casello di Gallarate. Per Gorletta «sarà fondamentale continuare questo dialogo per trovare insieme alternative valide che possano alleviare il peso sulle arterie principali; ma sia chiaro che i Comuni del territorio non potranno essere lasciati soli a gestire le conseguenze di cantieri e progetti sovracomunali. Torneremo al tavolo della viabilità per il nuovo ospedale con le immagini di queste code negli occhi – il monito del consigliere delegato che fa un facile pronostico – serviranno risposte concrete e investimenti strutturali, non semplici palliativi».
Casello di Gallarate, ora chiude davvero. Lavori per 4 mesi da lunedì
