Sicurezza, giovani talenti e futuro del ciclismo: Dagnoni ospite a M24 Tv

Ciclismo intervista Cordiano Dagnoni

LONATE POZZOLO – La sicurezza sulle strade, la crescita dei giovani talenti italiani e le sfide che attendono il movimento ciclistico nazionale. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati da Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione Ciclistica Italiana, ospite di Malpensa24 Tv (canale 410 del digitale terrestre). Guarda il video:

La sicurezza in bici

L’intervista, a cura di Claudio Ghisalberti, si è aperta sul tema più delicato: quello degli incidenti che continuano a coinvolgere i ciclisti. «La sicurezza è veramente il nostro tallone d’Achille», ha spiegato Dagnoni, ricordando come il timore per la circolazione su strada rappresenti spesso un freno per le famiglie che vorrebbero avvicinare i figli a questo sport.
Il presidente della Federciclismo ha citato numeri preoccupanti: «Nel 2024 ci sono stati 185 morti in bicicletta, nel 2025 sono stati 222. Vuol dire che ogni giorno e mezzo c’è una vittima sulle strade». Da qui l’appello alle istituzioni affinché investano in infrastrutture dedicate: «Bisogna lavorare su carreggiate ciclabili protette. La cultura del rispetto del ciclista esiste già nei Paesi del Nord Europa: dobbiamo prendere esempio».

I Campionati Italiani

Spazio poi ai Campionati Italiani in programma nel fine settimana. «La maglia tricolore è la nostra bandiera e viene portata per un anno nelle manifestazioni più importanti», ha sottolineato Dagnoni, mostrando fiducia nelle nuove generazioni. Tra i nomi citati quello di Lorenzo Finn, fresco vincitore del Giro Next Gen: «Abbiamo giovani che stanno crescendo molto bene».
A chi sostiene che il ciclismo italiano stia attraversando una fase difficile, il presidente risponde con ottimismo: «Io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Per due anni consecutivi abbiamo vinto il ranking della Nations Cup sia con gli juniores sia con gli under 23».

Il ciclismo moderno

Dagnoni ha poi evidenziato come il ciclismo moderno sia cambiato rapidamente: «Non vince il più forte, ma chi si adatta più velocemente al cambiamento». Un’evoluzione che riguarda anche la preparazione degli atleti: «Oggi tante volte può essere più efficace un giovane laureato in Scienze Motorie rispetto a un ex campione che si basa soltanto sulla propria esperienza». Nel finale, il presidente ha affrontato anche la sospensione della convenzione tra Federazione e Lega Ciclismo Professionistico, spiegando che sono in corso approfondimenti e verifiche gestionali prima di assumere decisioni definitive.

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