Tra pendolari e mismatch, come cambia il lavoro a Busto: Fili Urbani porta il Job Club

BUSTO ARSIZIO – La fotografia dell’occupazione a Busto Arsizio: sempre più “lavoro autonomo di seconda generazione“, un problema di mismatch tra domanda e offerta e un rapporto su cui riflettere tra flessibilità e precarietà. Ma anche qualche numero interessante: un terzo dei lavoratori sono pendolari verso Milano e i lavoratori extracomunitari pesano ormai per il 23%. Sono le risultanze dell’indagine sul mercato del lavoro in città che è il primo atto concreto del Job Club, una delle iniziative innovative avviate nell’ambito del progetto Fili Urbani. Il secondo è la Job Crew, una “cabina di regia” che si è riunita per la prima volta alla presenza dell’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni stamattina, 14 marzo, nello spazio Fili Urbani dei Molini Marzoli.

L’indagine

«La prima azione di Job Club – si legge in una nota di Simki, l’ente attuatore del progetto – è stata quella di elaborare una ricerca intervento che potesse fornire una fotografia il più possibile rappresentativa della realtà odierna e favorire lo sviluppo di idee ed iniziative da proporre al sistema territoriale, come occasione per consolidare il sistema di relazioni tra i diversi stakeholder operanti all’interno del mercato del lavoro bustocco». Le principali questioni emerse e da affrontare a livello sistemico, sono così sintetizzabili:

  • la difficoltà di reperimento dei dati specifici a livello locale: data la struttura di raccolta dei dati sul mercato del lavoro, che si ferma principalmente al livello provinciale, risulta necessario uno sforzo collettivo per attivare un meccanismo di raccolta e di consultazione di dati anche a livello comunale, essendo Busto il 5° comune lombardo per numero di abitanti
  • si riscontra una controtendenza rispetto al declino demografico registrato a livello nazionale oltre a una maggiore presenza della componente femminile
  • si conferma una maggiore quantità delle assunzioni a termine, nonostante l’incidenza delle assunzioni a tempo indeterminato sia superiore al dato nazionale
  • nel lavoro a termine le forme contrattuali più recenti (somministrazione, collaborazione coordinata e continuativa, lavoro intermittente) hanno un impatto significativo sintomo della presenza del cosiddetto “lavoro autonomo di 2° generazione
  • va sottolineato un peso consistente dei lavoratori extra UE (23%) con particolare riguardo alla componente maschile
  • il problema più sentito, sia dal sistema produttivo che da quello formativo, e per certi versi il più difficile da affrontare, è quello del mismatch fra domanda e offerta
  • non va dimenticato che Busto Arsizio e le zone limitrofe, mantengono un tessuto economico variegato, ovvero ancora oggi la presenza della manifattura non è marginale
  • la ricerca, soprattutto nella fase qualitativa, ha anche evidenziato un mutamento della cultura verso il lavoro soprattutto nelle giovani generazioni
  • si registra un pendolarismo in uscita verso Milano piuttosto significativo (circa 1/3 dei lavoratori)
  • dall’insieme della ricerca emerge la necessità di sviluppare un serio ragionamento sul rapporto tra flessibilità e precarietà, che risultano essere due fenomeni necessari sia da parte dei lavoratori che da parte dell’impresa

La Job Crew

Nel frattempo si è insediata la Job Crew, un comitato che rappresenta una sorta di “cabina di regia” del progetto Job Club. Composta dall’ente attuatore (Simki srl), dai committenti (tra cui il Comune di Busto Arsizio), dai rappresentanti di Informagiovani e ArgentoinForma (gli altri due pilastri di Fili Urbani) e da altri attori fondamentali per la riuscita del progetto (aziende, associazioni sindacali e datoriali, Centro per l’Impiego, agenzie per il lavoro, centri di
formazione, scuole, università, ecc.), la Job Crew si riunirà periodicamente nei passaggi più significativi per l’evoluzione del progetto. Con l’obiettivo di «essere luogo di allineamento tra tutte le diverse iniziative legate al lavoro sul territorio; monitorare lo sviluppo delle attività del Job Club; avanzare proposte sui temi del lavoro da poter sviluppare attraverso il Job Club; allargare e rinforzare la rete attorno al Job Club favorendo visibilità e accesso allo stesso per una platea il più allargata possibile».

I 20mila over 65 di Busto? Attivi, sicuri e pronti a insegnare. Ma uno su tre vive solo

busto arsizio job club lavoro – MALPENSA24
Visited 471 times, 1 visit(s) today