VARESE – La riforma della Corte dei Conti è al centro della nona Rassegna di diritto pubblico dell’economia organizzata da Upel, che si è aperta nel pomeriggio di oggi, giovedì 7 maggio, alle Ville Ponti. Due giorni di confronto tra esperti, amministratori e tecnici sulle novità della legge 1 del 2026, nota anche come legge Foti dal nome del ministro che sarà ospite a Varese domani. Ad aprire i lavori è stato lo stesso presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino (qui sotto l’intervista) che ha parlato di «una riforma molto complessa che presenta luci e ombre».
La riforma
«In primo luogo cambia la Corte dei Conti – ha esordito il presidente – perché vengono affidate alla Corte dei Conti altre funzioni, in particolare funzioni consultive, esercitate nell’interesse delle pubbliche amministrazioni che intendono chiarire determinati aspetti particolarmente complessi delle loro attività e viene ampliata l’attività di controllo». Quindi un giudizio sulle novità introdotte: «Se da un lato questa riforma presenta delle luci ci sono anche delle ombre, probabilmente dovute al fatto che sono state introdotte disposizioni che a mio avviso sono sistematiche. Mi riferisco in particolare a quelle disposizioni che prevedono un esimente, la responsabilità amministrativa, nelle ipotesi in cui la Corte dei Conti non riesca a fornire i pareri o a svolgere l’attività di controllo preventivo nei termini previsti dalla legge: in quei casi scatta automaticamente l’esimente. Questa per esempio è una di quelle disposizioni secondo me che presenta maggiori criticità».
La paura della firma
Tra gli obiettivi di questa riforma c’è anche quello di aiutare a superare la cosiddetta “paura della firma”. Anche su questo si è espresso Carlino: «Non credo che dipenda dall’attività della Corte dei Conti, la paura della firma dipende da mille altri fattori. In primo luogo dalla farraginosità delle nostre leggi, le nostre leggi sono tantissime, spesso di difficile comprensione. Dipende anche dal fatto che talvolta i funzionari non sono adeguatamente preparati e quindi probabilmente sarebbe necessario che le amministrazioni stesse svolgessero una attività formativa ancora più intensa nei confronti delle amministrazioni». Proprio in merito a questo aspetto ha concluso il suo intervento dal palco. «Un amministratore che non firma per paura è un amministratore fermo, ma un amministratore che firma senza diligenza è un amministratore che tradisce il patto con i cittadini». La presidente di Upel Eleonora Paolelli (qui sotto il video) ha accolto gli ospiti intervenuti a Villa Andrea presentando la Rassegna 2026: «L’obiettivo di questi due giorni è analizzare con rigore scientifico e spirito critico gli effetti della riforma».
L’equilibrio tra opere e risorse
Tra i saluti istituzionali quello del sindaco di Varese Davide Galimberti, che ha posto l’accento sul tema delle risorse. «Le leggi di bilancio degli ultimi anni hanno ridotto in maniera significativa gli interventi pubblici per infrastrutture e scuole, attività su cui gli enti locali sono impegnati». Quindi il presidente della Provincia Marco Magrini. «Questa riforma va a toccare aspetti che noi viviamo da un punto di vista amministrativo da tanti anni e sono da affrontare con serietà». Mentre il prefetto Salvatore Pasquariello si è espresso sia sul ruolo degli enti locali che della Corte dei Conti. «Le amministrazioni pubbliche vivono ogni giorno questa tensione: da un lato il dovere della legalità e della tutela delle risorse pubbliche, dall’altro la necessità di programmare e realizzare opere per cittadini e imprese. In questo quadro la Corte dei Conti svolge una funzione preziosa di accompagnamento istituzionale». La rassegna proseguirà domani, venerdì 8.
Riforma pubblica amministrazione, a Varese il ministro Foti e la Corte dei conti
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