«Stop al massacro», a Malpensa il corteo per Gaza. Camion bloccati alla Cargo city

corteo gaza camion cargo

MALPENSA – «Noi non ci stiamo, diciamo No. E lo dicono anche i lavoratori aeroportuali: No. Ci mobiliteremo per bloccare i voli con le armi». Sono le parole di Luca Pistoia, sindacalista Usb. Insieme alla Cub e a decine di manifestanti si sono dati appuntamento – oggi, 26 settembre – al Terminal 1 di Malpensa: sciopero con presidio a sostegno della popolazione palestinese. È, allo stesso tempo, una voce d’aiuto per Gaza e un grido di sdegno contro la guerra. Il picchetto si è poi spostato in corteo verso la Cargo city.

Il corteo

In marcia direzione area Cargo: nessuna violenza, solo la voce dei manifestanti che chiede lo stop del genocidio a Gaza. Lo fa a suon di cori e bandiere che sventolano. Ci sono i colori delle sigle sindacali. Ma soprattutto ci sono i colori della Palestina, la bandiera che abbraccia – letteralmente – i manifestanti. Spicca quel triangolo rosso con le tre strisce: nero, bianco, verde. Il corteo celebra – e difende – la Global Sumud Flotilla, in mare per portare beni di prima necessità alla popolazione palestinese.

corteo gaza camion cargoL’ingresso Nord della Cargo city è bloccato, libero invece quello Sud: gli unici mezzi che non vengono fermati dal presidio sono quelli che trasportano materiale deperibile o prodotti farmaceutici. Per il resto, c’è l’alt. Almeno fino alle 15, in accordo con la questura. Le forze dell’ordine sono sul posto a presidiare e a garantire che tutto si svolga in sicurezza.

corteo gaza camion cargo«Non vogliamo essere complici»

«Difendiamo la Flotilla», le parole di Pistoia. «I camion in entrata vengono bloccati, contro la spedizione di materiale bellico in Israele. Non vogliamo essere complici: chiediamo al governo italiano di interrompere tutti i rapporti con Israele fino alla fine del genocidio». Un’occasione, poi, per «rivendicare le problematiche dei lavoratori aeroportuali, che da anni vedono aumenti irrisori a livello di contrattazione». Nel video sotto, l’intervista:

«Stop al massacro»

Gianni Cervone (Cub) ha sottolineato che «siamo qua per il caro vita e per l’aumento dei salari dei lavoratori del settore aeroportuale». Ma anche per quel «meccanismo devastante che si è innescato», ovvero «il massacro a Gaza». E ha aggiunto: «I soldi delle spese militari da parte del governo devono essere invece spesi per diritti, sanità e pubblica istruzione. Oltre che per i salari dei lavoratori». Guarda il video:

«No all’invio di armi da Malpensa». Presidio pro-Palestina davanti al T1

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