CUGGIONO – “Pedali solidali”, dopo il viaggio del 2024 in Argentina realizzato sulle tracce dell’emigrazione italiana, quest’anno torna in Sud America con il patrocinio del Comune di Cuggiono, grazie al contributo di Insubria Sport Asd e di Cicli Fusar Poli. Ideatore e protagonista, Carlo Motta (nelle foto) descrive itinerario e scopi di questa avventura in programma tra questo mese di agosto e quello di settembre.
Un lungo itinerario fino a oltre 6 mila metri
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«Il progetto 2025 – spiega – mi vedrà partire dalla cittadina di Calama (nord del Cile) non prima però di aver visitato Chuqhicamata, insediamento estrattivo a 15 km dalla città, famoso per ospitare la miniera di rame a cielo aperto più grande del mondo: il buco creato dalla miniera si estende per un’area di 8 km quadrati (oltre 11.000 campi da calcio o l’intera Rescaldina) ed è profondo 1.000 metri.
«Da Calama punterò le ruote verso sud percorrendo il deserto di Atacama, il più arido del mondo, attraversando anche le desolate Valli della Luna e della Morte e la Garganta (gola) del Diablo. Nel deserto di Atacama, grazie al suo clima secco, all’altitudine e all’assenza di inquinamento luminoso è possibile ammirare il cielo stellato in modo ottimale; sulle sue sabbie si trovano moltissimi progetti internazionali di osservazione astronomica. Da San Pedro de Atacama risalirò le Ande ed entrerò in Bolivia, dove pedalerò per due settimane sull’altipiano ad un’altitudine tra i 4.000 e i 5.000 metri, attraversando i salares (deserti di sale) più vasti del pianeta, fino al Parco nazionale di Sajama, non distante dal confine con il Perù. Durante il percorso sull’altipiano boliviano incontrerò diverse comunità che vivono di allevamento ed estrazione e lavorazione del sale e che hanno un livello di reddito molto basso, ai limiti della sussistenza.
«Arrivato nel Parco di Sajama salirò gli oltre 6.300 metri del Volcan Parinacota, una delle cime più alte della Cordillera delle Ande; sulla vetta lascerò lo stemma del Comune di Cuggiono. Da Sajama ritornerò in Cile attraversando il Parco nazionale di Lauca e il piccolo villaggio aymara di Putre per poi dirigermi verso Arica, città posta sulle rive dell’Oceano Pacifico verso la fine della parte cilena del deserto di Atacama. Realizzerò questo viaggio in solitaria e con una mountain bike, nuova, che mi è stata donata da Insubria Sport, società sportiva di Cuggiono, e dal negozio Fusar Poli di Busto Garolfo. La società Insubria Sport supporterà anche una parte delle spese sostenute durante il viaggio».
Viaggio di solidarietà, pace. E speranza

Come sottolinea Motta, due sono gli aspetti solidali di questo viaggio. Il primo è di sostenere le minuscole comunità del parco di Sajama, dove le famiglie dei villaggi spersi fra le cime più alte della Cordigliera mantengono vive le tradizioni, dal cibo alla tessitura. «A Sajama soggiornerò qualche giorno per conoscere il loro modo di vivere e lavorare e un giovane mi farà da guida per la cima del Parinacota».
Il secondo scopo solidale andrà a supportare il lavoro dell’organizzazione non governativa MOE che opera ad Arica, la città più a nord del Cile. «L’Ong MOE ha sviluppato negli anni una serie di interventi sociali rivolti all’assistenza e inclusione nella comunità di persone e famiglie fragili, all’educazione e cura dei bambini e delle persone con disabilità e al sostegno dei giovani nella ricerca di lavoro. A loro lascerò la bicicletta usata durante il viaggio, che aiuterà un giovane a raggiungere più agevolmente la scuola e il posto di lavoro. Spesso la bicicletta svolge un ruolo importante in queste comunità perché permette di muoversi più agevolmente e magari di frequentare in modo assiduo la scuola, riducendo così il rischio di abbandono, oppure di trovare e mantenere il posto di lavoro. MOE offre anche spazi e luoghi di incontro aperti a tutte la comunità. Alla cerimonia di consegna della bicicletta parteciperà anche il console italiano. Come sempre viaggerò portando sulla mia bicicletta la bandiera di Bicipace che chiede la civile convivenza e urla contro ogni guerra».
Motta: «È pedalando che si conosce la gente»

Infine, sul mezzo scelto – la bicicletta – Carlo Motta risponde sicuro: «Viaggiare in bicicletta non è il modo più veloce di andare, si va piano, è vero ma si può andare davvero lontano. Andare piano non è perdere tempo, anzi: andare in bici ti dà tanto tempo per pensare, ti aiuta a capire il valore delle cose e di te stesso e, cosa molto difficile, a capire il valore degli altri. E poi, in bicicletta, si incontra un sacco di gente simpatica».
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