BUSTO ARSIZIO – L’ufficio legale del Comune di Busto Arsizio sta valutando una vicenda quanto meno sospetta nelle intenzioni, che riguarda “Cuori in piazza”, la manifestazione in agenda per domenica 8 settembre e riservata alle associazioni di volontariato. La società organizzatrice dell’iniziativa, a cui si è affidata l’amministrazione civica, avrebbe chiesto denaro alle stesse associazioni per partecipare alla kermesse con i loro stand nelle piazze e nelle vie del centro storico bustese. Millecinquecento euro a fronte di uno scopo benefico e di informazione alla cittadinanza sulle diverse attività del terzo settore, con la prospettive di arruolare nuovi volontari. Di più: la stessa cifra sarebbe stata proposta agli sponsor per reclamizzare i loro prodotti durante la giornata.
«Il tutto senza che ne fossimo stati messi a conoscenza» spiega Paola Reguzzoni, assessore ai Servizi Sociali che, per prima, dopo le comprensibili rimostranze per l’inaspettato e oneroso balzello, ha proposto la revoca dell’incarico alla Royal Time, mettendo la “pratica” nelle mani degli avvocati di Palazzo Gilardoni per le determinazioni del caso. Su quale base siano stati chiesti soldi a associazioni del terzo settore non si sa. Scontato che Palazzo Gilardoni attenda chiarimenti.
È noto che “Cuori in piazza”, con la serie di eventi in programma, ha anche lo scopo di raccogliere fondi per attività sociali, spesso in supplenza delle istituzioni che non arrivano a tutto, di sicuro con l’impegno disinteressato di decine e decine di persone che mettono a disposizione il loro tempo per aiutare e accudire i più fragili, i diversamente abili, tutti coloro che vivono una difficoltà. Sorpresi, più facilmente indignati, i responsabili dei numerosi sodalizi alla lettura della mail che presentava un “conto” piuttosto salato per poter essere presenti l’8 settembre. «Non ho potuto fare altro che prendere atto di quanto mi veniva raccontato e informare chi di dovere» incalza Paola Reguzzoni mentre sottolinea l’assoluta inopportunità di un’azione che non ha nulla a che fare con lo spirito del volontariato. E della stessa iniziativa di settembre.
La risposta di Royal Time: “Tutto un equivoco”
A stretto giro, Luca Torno, titolare dell’agenzia Royal Time, dà la sua versione dei fatti con una dichiarazione telefonica a Malpensa24. Eccola: «Lontano da me l’idea di agire scorrettamente a discapito del volontariato: la notizia che avete dato mi fa molto male, non solo perché lede l’immagine dall’agenzia ma perché mette in discussione il mio operato. Sono oramai 25 anni che collaboro con l’amministrazione civica di Busto, non potrei mai agire in modo scorretto, né intendo imbarcarmi in questioni legali. Nel caso in questione si è trattato soltanto di un equivoco: la mail commerciale che abbiamo inviato agli sponsor è stata male interpretata dalle associazioni, alle quali chiedo scusa. Quando ho ricevuto la diffida dall’ufficio legale del Comune ho subito spiegato che la richiesta di denaro era rivolta a società con partita Iva, con lo scopo di trovare sponsor per la kermesse di settembre. Tutte le altre interpretazioni non corrispondono a verità. Né mi risulta che l’incarico ci sia stato revocato. In questo senso continueremo a collaborare anche con l’iniziativa Cresciamo Insieme, abbinamento tra le attività commerciali di Busto e le associazioni di volontariato».
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