Da Baglini al bustocco Bahrami: il ritorno di BA Classica. Con sponsor da New York

Maurizio Baglini e Ramin Bahrami

BUSTO ARSIZIO – “La grande classica è a Busto Arsizio”. Per l’ottava volta. Il festival BA Classica scalda i motori e si prepara ad un nuovo «successo» con quella che il presidente dell’associazione musicale Rossini, Giovanni Mazzucchelli, definisce «una ricchezza di offerta straordinaria». Con 11 concerti, una mostra, un’esposizione, un laboratorio, una visita guidata e 5 incontri per i giovani, in ben 13 location  (14 se si conta anche la “porta di Milano” di Malpensa che trasmetterà il concerto di chiusura). E con l’immancabile ritorno del cittadino onorario bustocco Ramin Bahrami, che anche quest’anno farà calare il sipario sul festival con la sua esibizione al teatro Sociale. Ma la chicca di questa edizione di un festival che è già diventato un “case study” per la Business School de Il Sole 24 Ore, è l’avvento del primo sponsor internazionale, la prestigiosa Schnabel Music Foundation di New York che già da anni collaborava con BA Classica e da quest’anno ha deciso di investire sulla manifestazione della “Rossini”. «Segno di stima importantissimo – ammette Mazzucchelli – non capita spesso».

Il festival

Una sfida sostenuta da 13 sponsor e 22 partner: «La rete si allarga sempre di più e arriva fino a New York ed è un grande risultato. L’obiettivo è portare la bellezza» sottolinea Paola Colombo, coordinatrice della “Rossini”. «Un biglietto da visita straordinario e qualificante per la nostra città» lo definisce l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, ricordando che il festival era nato con l’idea di essere una rassegna estemporanea per il centenario dell’associazione Rossini e che poi «di incoraggiamento in incoraggiamento è arrivato all’ottava edizione», con un «successo andato incrementando». E qui emerge l’orgoglio dell’assessore Maffioli per «l’affermazione, la diffusione e il radicamento della musica classica, percepibile come di nicchia, in città in maniera trasversale». Emblema di un’offerta culturale, quella di Busto Arsizio, che è «alta e diversificata, ma per tutti. Di fronte a cui nessuno si senta intimorito o inadeguato. A Busto i cittadini possono farlo «ad un costo accessibile e comprendendo». Ma anche con una «contaminazione tra diversi linguaggi. Grandi concerti ma anche esperienze artistiche, visive, multisensoriali, di coinvolgimento, e parlando ai giovani e ragazzi. Un momento di formazione ed educazione alla cultura, alla bellezza e ad un linguaggio come quello della musica classica».

I protagonisti

Ramin Bahrami e Manuela Maffioli

Si parte giovedì 20 febbraio con il ritorno del pianista Maurizio Baglini, amico di BA Classica «fin dalla prima edizione», stavolta sul palco con il direttore Nicola Paszkowski e l’orchestra del Conservatorio Cantelli di Novara, e si chiude con il cittadino onorario di Busto Arsizio Ramin Bahrami, che sabato 1° marzo sarà nuovamente al Sociale con il Quartetto Indaco, giovanissimi vincitori del concorso internazionale di Osaka lo scorso anno, per eseguire l’Offerta Musicale BWV1079 di Bach con il flauto (di Giulia Cardutti) al posto della viola. Concerto che anche stavolta sarà trasmesso in diretta streaming alla “soglia magica” di Malpensa grazie a SEA Aeroporti Milano. Tra le conferme in programma c’è anche il Coro della Cappella musicale del Duomo di Milano, diretto da monsignor Massimo Palombella, nel 500esimo anniversario di Palestrina, un evento che si inserisce nelle iniziative del Giubileo (sabato 22 febbraio alle 21 in Basilica di San Giovanni). Ritornano anche la collaborazione con la Biblioteca Capitolare, dove ci sarà la straordinaria esposizione del Magnificat “In Nomine Domine Nostri Jesu Christi”, manoscritto inedito del XVI secolo (22 febbraio alle 11), e con la Famiglia Sinaghina per le visite guidate alla Cappella del Cinquecento della chiesa vecchia di Sacconago, abbinate al concerto di musica barocca “Amor cercando” del Ninfa Ensemble (22 febbraio alle 16.30). «Lo scorso anno la musica barocca fu un successo clamoroso» rivela Mazzucchelli. Non mancherà un’altra tradizione ormai consolidata: il concerto per i maturandi delle scuole superiori, che saranno alle prese con il Quartetto Goldberg (27 febbraio al Sociale).

Le novità in programma

Le novità più accattivanti sono rappresentate in primis dalla mostra “L’Impronta del suono”, con le sculture audiotattili e i disegni di Andrea Strizzi, patrocinata dall’Unione italiana Ciechi e Ipovedenti, sezione di Varese (inaugurazione venerdì 21 febbraio alle 18) e dal laboratorio “Toccare il suono-Impronte sonore” tra arte e musica, a cura dello stesso Strizzi con percussioni live di Stefano Corbetta (nel pomeriggio di domenica 23 febbraio). E poi il laboratorio “Open Stage”, che «sull’onda dell’esperienza positiva di Suonami – come spiega il presidente Mazzucchelli – permetterà di provare a suonare uno strumento musicale in Biblioteca» (nel pomeriggio del 21 febbraio), mentre gli incontri di “Spazio giovani” diventano cinque, grazie all’aggiunta del liceo scientifico “Arturo Tosi” (oltre a liceo Crespi, Acof Olga Fiorini, istituto comprensivo Bertacchi e liceo Candiani Bausch). Un’altra novità è la location della Sala Pro Busto, che rimanda alle esibizioni della Società del Quartetto e che la sera del 21 febbraio ospiterà le Musical Meditations di Andrea Manco (flauto) e Stefania Scapin (arpa). Tra i concerti più attesi spiccano quello del giovanissimo talento Emiliano Blangero, che ha 100mila followers su TikTok (24 febbraio in villa Ottolini Tosi) e il ritorno dell’affermato pianista franco-canadese Louis Lortie che eseguirà Chopin (25 febbraio al Fratello Sole)

BA Classica chiude in bellezza: gli “Adagios” di Bahrami e Rea incantano Busto

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