Degrado e incuria dentro e fuori: non c’è pace per la piscina Manara di Busto

BUSTO ARSIZIO – Un controsoffitto sfondato e i calcinacci sul pavimento, bagni rotti e un orinatoio “sbarrato” da una transenna, sporcizia sparsa su un’area esterna con i bidoni della raccolta differenziata buttati a terra senza la minima cura. Sono le risultanze di un reportage fotografico che un utente della struttura, oggi gestita dalla multinazionale spagnola Forus, ha inviato alle redazioni dei giornali locali. Una testimonianza di degrado, “fresca” di giornata (le immagini sono state scattate ieri mattina, 20 settembre), che va ad aggiungersi alle proteste di sabato scorso, 16 settembre, per la piscina dei piccoli diventata improvvisamente nera, pare per un guasto all’impianto di purificazione dell’acqua.

Aree off limits

Degrado apparentemente fuori controllo. Si tratta però di aree inaccessibili al pubblico, come già verificato dai rappresentanti dell’amministrazione comunale e di Agesp Attività Strumentali, che si sono subito “fiondati” in sopralluogo in via Manara. Un ex spogliatoio, in un’area al piano della palestra che è tenuta sotto chiave dietro ad una porta chiusa, mentre anche l’area esterna è di competenza esclusiva del gestore, e per quanto disordinata non sarebbe visibile né accessibile dall’utenza dell’estivo della piscina. In ogni caso, Forus avrebbe già assicurato al Comune, proprietario della struttura, la sistemazione degli spazi “catturati” dalle fotografie e l’eliminazione del degrado nel giro di pochi giorni.

Il “caso” Manara

Resta il fatto che questo nuovo “caso” non fa altro che amplificare le preoccupazioni per le condizioni in cui versa la piscina Manara. Le segnalazioni in merito a disagi, problemi e situazioni di incuria si fanno ormai ripetute e finiscono per danneggiare l’immagine di una struttura che dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello di Busto Arsizio Città Europea dello Sport ma che in realtà, dai tempi del passaggio dalla Sport Management (la società che aveva portato la pallanuoto europea a Busto Arsizio) agli spagnoli di Forus, non sembra essersi ancora del tutto ripresa dalle difficoltà generate dall’epoca dei lockdown per l’emergenza Covid. Anche perché permangono problematiche strutturali, già emerse quando sul finire della passata consigliatura la piscina divenne un caso politico, tuttora irrisolte che meriterebbero interventi importanti sull’impianto natatorio. Investimenti apparentemente fuori portata, almeno per ora, ma su cui a palazzo Gilardoni sono in corso riflessioni. Perché la piscina è un patrimonio da preservare.

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