Delitto di Garlasco, Marco Poggi ascoltato per due ore dai magistrati

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Marco Poggi, fratello di Chiara

PAVIA – Un’auto dai vetri oscurati che taglia la folla di telecamere e si infila rapida nel cortile interno del tribunale. È iniziato così, nel massimo riserbo, il mercoledì di passione di Marco Poggi. Il fratello di Chiara è tornato oggi nel Palazzo di Giustizia di Pavia per essere ascoltato come testimone dai magistrati che indagano su Andrea Sempio, l’amico di un tempo oggi accusato di essere l’unico autore del delitto di Garlasco. Un’audizione durata oltre due ore, necessaria per cristallizzare ricordi e dettagli di diciannove anni fa alla luce delle nuove prove scientifiche e informatiche raccolte dalla Procura.

I temi del faccia a faccia: il movente e i messaggi

L’interrogatorio di Marco Poggi si è concentrato sulla ricostruzione dei rapporti che legavano la sorella e l’allora amico di famiglia. I magistrati hanno scavato nel passato, cercando conferme a un’ipotesi di movente che oggi appare centrale: un interesse sentimentale o fisico di Sempio verso Chiara, mai ricambiato e sfociato in una reazione violenta. Marco è stato sentito specificamente sui contenuti degli oltre tremila messaggi recuperati dai forum di seduzione frequentati dal 38enne, in cui emergerebbe un profilo psicologico ossessivo. Al fratello della vittima è stato chiesto se, nei mesi precedenti al 13 agosto 2007, avesse mai notato comportamenti insoliti, sguardi o attenzioni particolari di Sempio nei confronti di Chiara che potessero oggi assumere un significato diverso.

La gestione dei ricordi e la “nuova” verità

Oltre ai rapporti personali, i pm hanno ripercorso con Marco i momenti immediatamente successivi al ritrovamento del corpo, cercando di incrociare le sue dichiarazioni con i nuovi dati biometrici e le perizie sul Dna rinvenuto sui pedali della bicicletta in uso all’indagato. Il fratello di Chiara, che ha sempre mantenuto un profilo di estrema compostezza durante questi due decenni di processi, si è trovato oggi a dover rileggere la tragedia familiare sotto una lente completamente nuova, che sposta l’asse della colpevolezza lontano da Alberto Stasi.

Blindato fino all’uscita

Al termine dell’audizione, Marco Poggi ha lasciato l’edificio con le stesse modalità protette dell’arrivo. Nessuna dichiarazione ai cronisti, nessun commento sulle verità che potrebbe aver consegnato ai verbali. Il suo silenzio è speculare alla strategia di blindatura della Procura di Pavia, che sta tassellando l’inchiesta bis con estrema cautela per evitare qualsiasi fuga di notizie che possa compromettere la solidità del nuovo impianto accusatorio contro Sempio. Una mattinata densa, che segna forse il punto di non ritorno per la definitiva riapertura del caso Garlasco.

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