Un viaggio nel Delta del Po è pura magia. Qui scompare l’orizzonte e il cielo si confonde con il mare. Il mare si confonde con il fiume e tutto diventa infinito. E’ un luogo immenso: i 7 rami del Po si estendono su 139 mila ettari, disegnando paesaggi surreali. 16 mila valli, lagune e scanni creano figure geometriche dove gli specchi d’acqua tratteggiano i confini tra acqua e terra. Una terra speciale questa. La più giovane d’Italia, che cresce ogni anno di 70 metri circa per via dei detriti portati dal Delta.

La sua storia è incredibile, da leggere e interpretare tra le 12.300 dune fossili e relitti paleo alvei, cioè antichi corsi d’acqua ora prosciugati in quanto non più alimentati dall’acqua del Po. L’antica Repubblica di Venezia, per salvare la città, fece continue modifiche al corso del grande fiume in modo che il delta non minacciasse il delicato equilibrio della laguna veneziana: nel 1604 la Serenissima attuò la grandiosa opera del Taglio di Porto Viro. Senza questo intervento idraulico il delta del Po e tutta la costa adriatica sarebbero completamente diversi da quello che sono oggi. Chi vive nel Delta del Po si trova in un’area posta sotto il livello del mare. Queste terre, infatti, sono le più basse d’Italia. Se l’acqua non ha il sopravvento su di esse è perché il Consorzio di Bonifica esercita un’attività costante che garantisce la sicurezza idraulica. Senza questa, infatti, il territorio ritornerebbe inevitabilmente nelle condizioni originarie.

Per farsi un’idea della grandiosa opera di bonifica, si può visitare l’interessante Museo Regionale della Bonifica “Ca’ Vendramin” di Taglio di Po: lo scopo è quello di tramandare l’azione svolta dall’attività di bonifica nel prosciugare paludi e acquitrini e nel mantenere vivibili aree in continuo equilibrio tra terra e acqua, consentendo la convivenza della conservazione ambientale con l’indispensabile sviluppo economico della gente del Delta. Le idrovore, strumento fondamentale per la bonifica meccanizzata, rappresentano esempi stupendi di archeologia industriale; tra queste l’impianto idrovoro di Ca’ Vendramin è sicuramente il più significativo.

All’interno del complesso di edifici, è possibile ammirare gli antichi macchinari costituiti da caldaie a vapore e da pompe centrifughe (molti dei quali furono costruiti dalla Franco Tosi di Legnano) utilizzati a seguito della costruzione degli impianti agli inizi del 1900 per il prosciugamento del bacino dell’isola di Ariano, visitare la vecchia officina a servizio degli impianti e delle macchine consorziali e l’archivio storico degli enti di bonifica che si sono succeduti nel territorio del delta del Po. Pensare di essere su terraferma e allo stesso tempo essere a qualche metro sotto il livello del mare è davvero sbalorditivo: il sistema di pompaggio ha risanato la provincia di Rovigo. La funzione dell’impianto idrovoro di Ca’ Vendramin era quella di sollevare le acque di tutto il bacino superiore ed immetterle nel canale Veneto (emissario) che a sua volta le convogliava in prossimità della foce del Po di Goro e quindi, attraverso un sistema di “Porte Vinciane”, in mare. Le quattro pompe erano in grado di sollevare complessivamente 11.000 litri al secondo, grazie a potenti motrici a vapore.

Il magnifico paesaggio del Delta è un vivace alternarsi di ambienti diversi che si susseguono dalla terraferma al mare: dopo la campagna spuntano le affascinanti dune fossili, che corrispondono alle antiche linee di costa: sono stati individuati otto cordoni litoranei, ciascuno associabile a un’epoca, dalla Preistoria al 1600. Camminando in questa terra significa camminare anche nel passato e immaginare quando il mare lambiva quello che ora è “entroterra”. La natura è rigogliosa: una incredibile commistione tra vegetazione di pianura, di ambienti umidi e di ambienti marini. A verdi boschi e pinete si alternano terre spoglie, bruciate dalla salsedine poi di nuovo verdi distese di pioppi, di canneti o di salicornia che in autunno tinge di rosso intere lagune, fino a incontrare rare specie di orchidee.
Per queste sue caratteristiche, il Delta del Po fa parte della rete mondiale delle Riserve di Biosfera dal 2015 e si estende su una superficie che comprende 16 comuni delle provincie di Rovigo in Veneto e Ferrara in Emilia-Romagna.
