BUSTO ARSIZIO – «Fu mandata a Busto dopo aver fatto la pertosse perché qui l’aria era buona». Era il 1954 e la allora 28enne Orsolina Fusaro, per tutti ormai Lina, si trasferì nella città dove oggi, 24 febbraio 2026, ha compiuto cento anni. Seconda di undici figli, a Busto ritrovò i suoi otto fratelli, che facevano i muratori negli anni del boom economico della ex Manchester d’Italia. A festeggiarla nella sua casa alla Boschessa, in via Ponzella, c’era anche l’assessore Mario Cislaghi, con la fascia tricolore.
Lucidità invidiabile
«Ieri mattina – rivela la figlia Bruna – mi ha detto “domani è il mio compleanno” e mi ha fatto chiamare mio fratello per alzarsi da letto. “Voglio fare le prove perché il sindaco non mi deve trovare a letto” ha aggiunto». Autosufficiente solo fino a qualche anno fa, nonna “Lina” è ancora molto lucida, pur con qualche difficoltà di deambulazione e di comunicazione. Ha celebrato il prestigioso traguardo attorniata dai figli Bruna e Roberto, dai quattro nipoti e dai quattro pronipoti, oltre a tanti amici e vicini che nel corso della giornata sono venuti a trovarla per farle gli auguri. «Non se l’aspettava tutta questa festa» ammette la figlia.
La storia
Originaria di Piombino Dese, in provincia di Padova, Orsolina Fusaro è stata sposata con il marito Caterino Roncato fino a restare vedova nel lontano 1992. Ha fatto tanti lavori, il principale per vent’anni come governante in una famiglia con cui è rimasta sempre in contatto. Con il marito condivideva la passione per il calcio, lei tifosissima dell’Inter, ma le piaceva anche leggere e cucinare. Lasagne e risotto con le quaglie alcune delle sue specialità.«E tutti i sabati il papà la portava dal parrucchiere e a comprare la rivista Gente» ricorda la figlia Bruna.
L’assessore delegato ai servizi demografici e istituzionali Mario Cislaghi ha portato a Orsolina Fusaro, come da protocollo, un mazzo di fiori – «bellissimo» lo ha definito la centenaria – ma anche la targa che celebra il raggiungimento dell’età in tripla cifra e una suggestiva stampa di Palazzo Gilardoni. «Siamo noi che ringraziamo lei» le parole dell’assessore in risposta ai ringraziamenti più volte ripetuti da Lina.
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