SARONNO – “Speriamo che sia femmina”. Trasformiamo in una citazione cinematografica l’auspicio di una corsa a sindaco tutta al femminile del segretario provinciale di Forza Italia Simone Longhini. Prospettiva che, a quanto raccontano i ben informati, si sta concretizzando. O per lo meno ora è più vicina alla realizzazione dopo che nell’incontro di ieri sera (lunedì 10 marzo) il Partito Democratico ha sciolto le riserve e deciso di puntare sulla candidatura di Ilaria Pagani.
Una donna candidata, ma con quale alleanza?
Che dovesse essere il Partito Democratico a rompere gli indugi era cosa abbastanza scontata: i dem sono gli azionisti di maggioranza della coalizione di centrosinistra. I Cinque stelle non godono più dei favori del consenso percentuale (ammesso che tornino ad allearsi con il PD dopo il caso Calderazzo) e le altre realtà politiche sono necessarie per costruire un campo largo (sarà così?), ma non hanno il peso per arrivare a esprimere un candidato. Ci ha provato Azione, ma a quanto pare la missione non è andata in porto.
Così il Partito Democratico, a lungo silente, in questi giorni ha dibattuto su due opportunità: rimettere in sella alla guida del centrosinistra l’ex sindaco silurato Augusto Airoldi, oppure voltare pagina e puntare con decisione, e con un’apparente unione, sul nome dell’ex assessore ai Servizi sociali Ilaria Pagani?
Ha vinto l’opzione donna. Che, a dir la verità, sul tavolo stava da tempo. Già se ne parlava quando ancora l’amministrazione Airoldi, sempre più traballante, era in carica. Una scelta non facile per i Dem di Saronno. Inconcepibile per molti esponenti di partito non necessariamente di Saronno. Ma i capataz democratici della Città degli Amaretti, che hanno spinto per la strada Pagani, sono convinti sia la mossa giusta.
Airoldi ora che fa?
I dem se lo chiedono, ma non lo ammettono: per molti l’ex sindaco è già stato “archiviato”. E’ però evidente che le scelte di Airoldi potranno condizionare in un modo o nell’altro la campagna elettorale. E forse anche l’esito finale. Magari non al primo turno, di certo al secondo. Sta di fatto che la mancata candidatura dell’ex sindaco apre, anzi allarga le ferite tra Pd e il suo (ex) primo cittadino. Airoldi ora è atteso e dovrà dire come affronterà le prossime elezioni, ma soprattutto se deciderà di affrontarle da leader o da portatore d’acqua. Attendiamo.
