VARESE – Progetto, civismo, centro, moderati, popolari, territorio, amministratori. Sono queste le parole che, come un mantra, caratterizzano i discorsi di presentazione della lista La Provincia al centro. Un gruppo con molte sfumature (diciamo così) e con un’ambizione condivisa: dare vita, almeno sullo scacchiere di secondo livello, a quel centro politico che più passa il tempo e più assomiglia a un Eldorado più ideale che concreto.
Dare forza al consiglio
E, dagli interventi, di tutti (ma proprio di tutti) emerge che ci credono. E che soprattutto hanno l’ambizione, non nascosta, di portare in consiglio provinciale un numero di consiglieri sufficienti a sostenere l’attuale presidente, ma anche a tenerlo in scacco nel momento in cui Marco Magrini dovesse perdere l’abilità di fare da collante. Perché, è vero che poi a Villa Recalcati è il “leader maximo” a decidere concretamente, ma è altrettanto vero che se dalla tua non hai un maggioranza, hai voglia a predicare che “la Provincia è la casa dei Comuni”. Vai a casa.
Il progetto c’è, la durata e da testare
Detto questo La Provincia al Centro è il progetto politico (quanto di peso lo si scoprirà solo vivendo) più curioso e interessante in campo per le elezioni provinciali di fine settembre. Si va al rinnovo del consiglio e non del presidente. Tanto che, in apertura di conferenza, si butta lì, in maniera provocatoria: «Allora questa è la seconda lista del presidente Magrini?”; un paio di autorevoli voci (Mattia Premazzi e Matteo Marchesi), con il sorriso sulle labbra non lasciano cadere lo stimolo e affermano: «La lista di Magrini non è qua. Noi siamo La Provincia al centro».
Venti di guerra spirano su Villa Recalcati? Tutt’altro. Il clima, infatti, durante la conferenza di presentazione di oggi giovedì 12 settembre, alla quale hanno partecipato anche il consigliere regionale d’Italia Viva Giuseppe Licata e il segretario provinciale dei renziani Salvino Reina, era disteso. Anche Però non ci si può nascondere dietro a un dito: La Provincia al Centro se non delude le aspettative può davvero portare in consiglio una truppa nutrita. Il problema però è “Chi dei sedici in lista” e il dopo.
Due liste speculare: alleati (?) che non si parlano
Il secondo dato politico è che la lista è stata “assemblata” senza fare i conti con quelli che sulla carta e almeno all’inizio del prossimo biennio saranno gli alleati di maggioranza, ovvero il Partito Democratico. Le due liste, se le si scorre, sono di fatto speculari. Ma i centristi non temono la dispersione dei voti. «Noi abbiamo seguito la nostra linea. Forse – si lascia andare qualcuno – è il PD che ci teme». Riflessioni queste che nascono a un circa un mese dal voto e che potrebbero svanire a urne aperte quando si faranno i conti e la raccolta di preferenze potrà dare gioie o infliggere dolori.
Morale alto
Intanto i centristi partono da un dato che non pesa in termini concreti, ma fa morale: «Siamo la lista che ha raccolto più firme necessarie alla presentazione», sottolinea il segretario provinciale di Forza Italia Simone Longhini, il quale ribadisce la coerenza della scelta di stare in un rassemblement dove non mancano il civismo vicino al centrosinistra (Matteo Marchesi, Irene Bellifemine ad esempio), oltre a quello di centrodestra (Eupolis con Mattia Premazzi, Alberto Barcaro). Senza dimenticare il saronnese Pier Luigi Gilli, anello di congiunzione tra i differenti mondi civici, ma che nella sua città (per ora) sostiene il sindaco Airoldi di centrosinistra.
Le voci
Mattia Premazzi (Eupolis): «C’è entusiasmo in questo gruppo. Non è solo una lista, come possono essere quelle dei partiti. Qui non ci sono bandiere, ma c’è un progetto politico che iniziato qualche mese fa da un incontro con Matteo Marchesi, Alberto Barcaro e Simone Longhini. L’obiettivo era aggregare tutte le forze politiche che si riconoscono nei valori centristi e oggi siamo di fronte a un progetto più ampio che coinvolge tanti buoni amministratori, persone di grande esperienza ai vari livelli amministrativi. Una lista fortemente radicata al centro».
Simone Longhini (segretario provinciale di Forza Italia): «Forza Italia è tra i soggetti promotori e ci abbiamo creduto fin dall’inizio. Siamo la lista che ha raccolto il maggior numero di firme necessarie alla presentazione (130). E’ forte la componente civica ed è coerente la nostra presenza poiché anche l’altra volta eravamo in una lista a forte trazione civica. Forza Italia ha cinque candidati in lista (Chicco Vettori, Orazio Tallarida, Susy Pozzato, Giacomo Iametti, Giuliano Besana)».
Matteo Marchesi (sindaco di Sangiano): «Abbiamo alle spalle un grande lavoro di relazioni e condivisione. Un percorso inclusivo che ha raccolto tante anime che fanno politica guardando al centro. Minestrone? Direi un gruppo che ha una sua identità. Ed è anche sbagliato dire che questa è una lista pro o contro il presidente Magrini. Questa è una lista che vuole raccogliere tutti coloro che si riconoscono, seppur con diverse sfumature, nei medesimi valori. Oltre a rappresentare le grandi città, ma anche i medi e i piccoli comuni».
Franco Binaghi (segretario provinciale Azione): «Azione ha aderito con entusiasmo al progetto perché ha forte valenza amministrativa, con tanti bravi amministratori. Dal punto di vista politico, Azione nasce anche per rompere bipolarismo che imperversa in Italia. Con questa lista uniamo gruppo che ha molta più coerenza di alcune coalizioni centrosinistra e centrodestra. Mi auguro che il percorso possa proseguire anche nelle future amministrative».
Alberto Barcaro (Noi per la Provincia): «Con Emanuela Quintiglio anche nel corso di questo mandato abbiamo sempre mantenuto la nostra coerenza sulle scelte amministrative. La mia candidatura arriva alla fine di questo percorso. C’ero all’inizio, poi ci sono state situazioni che mi hanno portato a fare un passo indietro e poi il dialogo mi ha portato alla scelta di candidarmi».
Irene Bellifemine (e i Sostenibili di Malnate): «Non sono mai stata tesserata e rimango civica a tutti gli effetti. Sono stata coinvolta da Giuseppe Licata e poi accolta da Matteo Marchesi e Mattia Premazzi. Ho trovato le persone con le quali ho avuto rapporti istituzionali durante il mio mandato da sindaco. Metto a disposizione le mie competenze acquisite».
Pierluigi Gilli: «Ognuno deve fare la propria parte. E la Provincia ancora oggi ha un ruolo importante nei confronti dei Comuni. Sono entrato in consiglio a Saronno 49 anni fa e sono stato sindaco per 10 anni. Il progetto di dare vita a un centro politico amministrativo è punto di riferimento importante per tutti e non sono pochi, gli amministratori che non si riconoscono né con il centrosinistra né con il centrodestra. Essere al centro è un’attitudine a vedere le cose senza esagerare».
