FAGNANO OLONA – È scontro frontale in consiglio comunale sul “caso” del chiosco al parco Don Mascheroni affidato alla cooperativa La Valle di Ezechiele di don David Maria Riboldi: i gruppi di minoranza sollevano la questione della compatibilità dell’assessore Daniela Caprioli, delegata al Suap e alla sicurezza della giunta Baroffio ma anche amministratore (è “consigliere delegato”) con poteri di firma della cooperativa che si è aggiudicata il bando. Una vicenda che ricorda per certi versi il “caso Sabba” di Busto Arsizio. Ma il sindaco Marco Baroffio smentisce – «non c’è incompatibilità» – e contrattacca: «Qui siamo al discredito. Avete sbattuto il nome dell’assessore Caprioli sui giornali e sui social con attacchi che fanno male».
L’interrogazione
L’interrogazione unitaria delle minoranze pone una serie di domande tecniche sull’affidamento della gestione del parco pubblico Don Mario Mascheroni di Bergoro alla Cooperativa “La Valle di Ezechiele”, della quale l’assessore Caprioli è amministratore con poteri di firma. «La nostra richiesta è nata dall’intento di tutelare l’assessore stessa, la Cooperativa e il Comune – spiega la lista Solidarietà e Progresso – fin dall’inizio, la vicenda non è stata trasparente: tre bandi diversi per favorire la partecipazione, fino a quello aggiudicato alla Cooperativa. In un precedente Consiglio, l’assessore Moretti aveva riferito di interlocuzioni avvenute dopo il primo bando andato deserto. Ci chiediamo: durante questi incontri, da che parte del tavolo era seduta l’assessore Caprioli? Rappresentava la Giunta o l’associazione? Ha partecipato all’elaborazione dei bandi? Era legittimata a farlo? Perché la determina di assegnazione è stata firmata proprio dal Responsabile del SUAP? È stato corretto? Inoltre, pare che al momento della partecipazione la Cooperativa avesse un debito pregresso con il Comune, poi sanato: poteva partecipare comunque?». Le minoranze chiedono ulteriori chiarimenti anche sul ruolo del consigliere Jacopo Fantinati, socio responsabile della stessa Cooperativa. È stato chiesto un parere al Segretario Comunale, che però non è arrivato. Il sindaco Marco Baroffio nella risposta, tecnica, letta in aula, rassicura sull’«assenza di conflitti di interesse» e sul fatto che «non risulta incompatibilità» per l’assessore, in particolare in virtù del fatto che le normative richiamate dalla minoranza «non si applicano alle Cooperative iscritte ai registri pubblici», come nel caso de La Valle di Ezechiele.
Le scintille
Ma ad innescare le scintille sono le controrisposte dei consiglieri. A partire da Federico Fasolino (Fagnano Tricolore), che solleva «una questione di opportunità», dato che «l’assessore ha votato i criteri del bando. Io l’avrei mandata a casa. O vogliamo far intendere ai cittadini che c’è una “casta” fagnanese?». E da Luciano Almasio (Centrodestra): «La nostra preoccupazione è per il rischio che tra sei mesi possa saltare tutto per la Valle di Ezechiele, che ha fatto investimenti, ci ha messo la faccia e dato speranza alle persone». Accuse che infiammano il sindaco Marco Baroffio: «Il presunto conflitto d’interessi non era nascosto, era già tutto scritto nella determina di affidamento. Per il terzo bando abbiamo preso spunto da Gorla Maggiore e qui c’è stato un solo partecipante, non potevamo saperlo prima. Mi auguro che il chiosco funzioni bene ma io devo difendere l’integrità morale e l’onorabilità delle persone, che sono volontari».
La precisazione
Ma Greta Meraviglia (Solidarietà e Progresso) ribadisce che «non è stata data risposta» alle sue domande. E la sua lista chiosa: «Siamo felici che il parco sia oggi gestito, e non abbiamo nulla contro la Cooperativa “La Valle di Ezechiele”, anzi. Riteniamo che realtà come questa debbano poter offrire opportunità a chi desidera reinserirsi nella società. La nostra richiesta era legata all’opportunità politica legata a questa scelta e alle persone coinvolte e nasce dalla volontà di tutelare le istituzioni, la Cooperativa e l’assessore Caprioli».
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