Milano e l’inchiesta sull’urbanistica: il giorno degli interrogatori

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MILANO – Milano si trova al centro di un vero e proprio terremoto giudiziario che sta scuotendo le fondamenta dell’urbanistica cittadina. L’inchiesta, che vede coinvolti nomi di spicco del settore immobiliare e figure politiche di Palazzo Marino, compreso il sindaco Giuseppe Sala, è approdata oggi alla fase cruciale degli interrogatori preventivi davanti al gip Mattia Fiorentini.

Le indagini

Le indagini, che si protraggono da qualche tempo, mirano a far luce su presunte irregolarità nella gestione di pratiche edilizie, con accuse che spaziano dalla corruzione al falso, dall’induzione indebita all’abuso d’ufficio. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle procedure urbanistiche di diversi progetti importanti. Le prime notizie relative a questa vasta inchiesta risalgono a diversi mesi fa e hanno generato un acceso dibattito sulla trasparenza e la legalità nello sviluppo edilizio della città. Sembra che le origini di questa complessa indagine risiedano in esposti e segnalazioni che hanno messo in evidenza presunte anomalie nella concessione di permessi e licenze, sollevando interrogativi sulla correttezza di alcuni processi decisionali.

Gli interrogatori

Oggi, mercoledì 23 luglio, i riflettori sono puntati sul Tribunale di Milano, dove si sono susseguiti gli interrogatori degli indagati per i quali la Procura ha richiesto misure cautelari. Tra i più attesi, quello di Manfredi Catella, amministratore delegato di Coima, che si è trovato a rispondere alle domande del gip per circa due ore. L’interrogatorio di Catella, a cui i pm hanno chiesto gli arresti domiciliari, è stato il più lungo tra quelli di oggi. All’uscita dal Palazzo di Giustizia, né lui né i suoi legali hanno rilasciato dichiarazioni. Anche l’ex assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi ha deposto davanti al gip Fiorentini per circa un’ora e mezza, respingendo le accuse di corruzione, induzione indebita e falso. Tancredi ha sostenuto di aver agito sempre nell’interesse del Comune e ha consegnato una memoria difensiva, difendendo l’operato del sindaco Sala e negando di aver mai favorito intenzionalmente alcuno o di aver ricevuto “utilità”. A riprova della sua correttezza processuale, Tancredi ha anche chiesto la sospensione dal suo incarico dirigenziale nel Comune. L’architetto Federico Pella, ex manager della J+S, per il quale la Procura ha chiesto il carcere, ha risposto a tutte le domande del gip, presentando anch’egli una memoria difensiva. Un altro nome chiave è quello di Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione Paesaggio, anch’egli oggetto di una richiesta di custodia cautelare in carcere per corruzione, falso e induzione indebita. Il suo legale, l’avvocato Eugenio Bono, ha contestato le richieste dei pm, argomentando che si basano più su “giudizi morali” che su “elementi concreti” e sottolineando come l’inchiesta appaia “impostata come un processo alla speculazione edilizia nei confronti dell’intera città di Milano”. Ha inoltre evidenziato come le dimissioni di Marinoni dalla Commissione, non appena venuto a conoscenza dell’indagine, dimostrino la sua intenzione di affrontare le accuse con trasparenza.

Il caso Park Towers

Non solo interrogatori individuali, ma anche sviluppi paralleli: in mattinata, la giudice dell’udienza preliminare ha deciso di rinviare a giudizio sei imputati nell’inchiesta “Park Towers” di via Crescenzago, tra cui l’imprenditore Andrea Bezziccheri di Bluestone. Questa vicenda, che riguarda reati di abuso edilizio e falso, è un ulteriore tassello nel complesso quadro delle indagini sull’urbanistica milanese. Il processo per questo filone inizierà il 12 novembre.

La protesta degli operai

Mentre il Palazzo di Giustizia è animato dalle vicende giudiziarie, all’esterno si è assistito a una singolare protesta. Un gruppo di operai dell’Impresa Edile Ricca di Lodi ha manifestato su un ponteggio, bloccando una zona del centro e attirando l’attenzione di forze dell’ordine e vigili del fuoco. Nonostante la concitazione, dall’amministrazione comunale arriva un messaggio di riflessione. L’assessora al Verde, Elena Grandi, ha sottolineato l’importanza di “imparare dalle inchieste” e di sfruttare il tempo rimanente del mandato per “impostare il futuro della città su questi temi”, in particolare quello del verde, perseguendo con determinazione lo sviluppo urbano.

Decisione rinviata

La decisione del gip Mattia Fiorentini sulle richieste di arresto dovrebbe arrivare la prossima settimana. Il giudice valuterà il materiale probatorio raccolto dalla Procura e il materiale difensivo presentato dagli indagati, per poi definire, con un’ordinanza, il giudizio cautelare.

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