Famiglia, Gadda di Italia viva: «Abbassare le rette di asili nido e servizi per famiglie»

maria chiara gadda

ROMA – «Una famiglia italiana spende in media più di 300 euro al mese per la retta dell’asilo nido, una cifra troppo alta che va abbassata tramite un grande piano famiglia come quello a cui sta lavorando il ministro Elena Bonetti», lo afferma la deputata varesina di Italia Viva Maria Chiara Gadda, capogruppo del partito di Matteo Renzi in commissione Agricoltura, commentando i dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe diffusi oggi, mercoledì 30 ottobre, da cittadinanzattiva.it.

«Esistono anche enormi differenze regionali, in termini di copertura e qualità dei servizi, posti disponibili, e costi – continua Gadda – In Lombardia, come evidenzia il rapporto di Cittadinanzattiva, una famiglia con un bimbo al nido spende in media 366 euro al mese e neppure le agevolazioni presenti a livello comunale risultano sufficienti a garantire una piena fruizione del servizio».

La deputata di Italia viva poi prosegue: «La ministra Bonetti è al lavoro perché questa legislatura sia caratterizzata da politiche concrete per le famiglie. Partiamo da un contesto difficile, dove in Italia trova un posto al nido un bambino su cinque. Nella legge di bilancio finalmente il passo giusto in questa direzione, con l’assegno universale per i nuovi nati da 80 fino a 160 euro mensili, contributi fino a 3000 euro l’anno per gli asili nido, il congedo per i papà esteso a sette giorni, dote mamma da 800 euro e un bando straordinario per la costruzione di nuovi asili nido a partire dai territori con i servizi più carenti. L’investimento sulle politiche familiari non è più rinviabile, e tantomeno interventi per consentire una piena presenza delle donne nel mondo del lavoro e la riduzione del gap salariale. Noi di Italia Viva riteniamo che investire concretamente sull’educazione e sui servizi per le famiglie vuol dire investire sul futuro e sulla crescita del Paese».

Infine, Maria Chiara Gadda partendo dalla constatazione che in Italia la progressiva riduzione del tasso di natalità sta già mostrando i suoi effetti nella sostenibilità dei conti pubblici e della solidarietà tra generazioni all’interno del sistema pensionistico, conclude: «Questo trend va invertito, e sostenere le famiglie nelle spese per i servizi alla persona e di cura piuttosto che per gli asili nido, significa ridurre le disuguaglianze sociali, incentivare le giovani coppie a costruire la loro famiglia e consentire alle donne di trovare realizzazione nel mondo del lavoro, senza che l’arrivo di un bambino diventi causa di dimissioni o di interruzioni di carriera».

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