Voto di scambio, processo Gesualdi: chiesti dieci anni per l’ex sindaco di Ferno

FERNO – Il pubblico ministero della Dda di Milano Alessandra Cerreti ha chiesto una condanna a dieci anni di carcere per l’ex sindaco di Ferno Filippo Gesualdi. L’ex primo cittadino, assistito dall’avvocato Gianluca Franchi, è accusato di voto di scambio.  La richiesta pesantissima di condanna è arrivata oggi, venerdì 23 gennaio, al termine della requisitoria durante la quale la Pm, dopo aver ripercorso l’inchiesta intercettazioni alla mano, ha considerato «provata» sia la «promessa» che la «disponibilità» dell’ex sindaco a stringere un patto con esponenti della ‘ndrangheta locale in cambio di voti.

Richieste pesanti

Le altre richieste di condanna pesanti sono arrivate per Mario Curcio, considerato il braccio destro di Emanuele De Castro (ex cassiere della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, oggi collaboratore di giustizia, ndr), per il quale la pubblico ministero ha chiesto 11 anni e Mario Filippelli, 5 anni per turbativa d’asta, considerato altro esponente di spicco della locale di ‘ndrangheta Legnano-Lonate guidata, secondo gli inquirenti, dal boss Vincenzo Rispoli.

La difesa

Gesualdi si è sempre dichiarato completamente estraneo ai fatti. La difesa, e l’avvocato Franchi lo ha ribadito oggi in sede di discussione, ha sempre sostenuto che fu Enzo Misiano, ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Ferno, dipendente pubblico e referente dei meloniani per Ferno e Lonate Pozzolo, arrestato nel corso dell’inchiesta Krimisa e condannato in via definitiva a 8 anni e 8 mesi, a millantare un possibile accordo che avrebbe coinvolto Gesualdi (a sua insaputa, secondo il difensore) con De Castro stesso. Per il legale non c’è alcuna prova che Gesualdi sapesse che Misiano avesse contatti con la criminalità organizzata, che l’ex primo cittadino ebbe contatti con lui in quanto referente di un partito, Fratelli d’Italia, che sosteneva la sua lista. Di fatto lo stesso De Castro si lagna di non avere in realtà mai avuto contatti con Gesualdi, il quale si rifiuta di ricevere lui o chi per esso, rischiando un pestaggio punitivo, e si rivolge ai carabinieri segnalando la situazione. L’udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 18 marzo data in cui è attesa la sentenza.

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