VARESE – Fondazione Minoprio, Insubrias biopark e Agenzia Formativa. Sono i tre nodi al pettine del presidente della Provincia di Marco Magrini. Due di questi saranno anche oggetto del consiglio provinciale di domani, martedì 4 marzo. Ma andiamo con ordine.
Fondazione Minoprio bye bye
La Fondazione Minoprio è una realtà che si occupa di formazione, che conta più di 400 studenti impegnati in percorsi didattici tecnico – agrari, di Gestione dell’Ambiente e del Territorio. In grado di offrire l’opportunità ai ragazzi, nel post diploma di sostenere direttamente l’esame di Stato per l’iscrizione all’Albo degli Agrotecnici e Agrotecnici.
Di questa realtà Provincia di Varese è uno dei soci fondatori al pari della Provincia di Como, delle Camere di Commercio di Varese e Como e di Fondazione Cariplo. Un presenza, nella compagine sociale, che non ha ricadute economiche. In sintesi: non ci sono costi per Villa Recalcati. Anche se non mancano ragazzi della provincia di Varese che scelgono di seguire il percorso didattico della Minoprio. La decisione di Villa Recalcati, che verrà portata in consiglio, è quella di lasciare la compagine societaria.
Biopark: lontano dagli occhi lontano dal cuore
La Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la vita, per tutti Insubrias Biopark, è una creazione diretta della Provincia di Varese. Nato per volontà dell’amministrazione di Villa Recalcati ai tempi del presidente Marco Reguzzoni ha trovato “casa” negli spazi dell’ex centro ricerche del Gruppo Lepetit di Gerenzano. Ai confini dell’impero rispetto a Varese città. E’ di pochi giorni fa la conferenza stampa dei vertici della Fondazione in cui tra le righe emerge una difficoltà, anche economica, a dover proseguire l’attività. E al momento non è ancora chiaro come Villa Recalcati intenda gestire questa situazione. Che, ovunque la si guarda, rappresenta una spina.
L’Agenzia Formativa
Quello dell’Agenzia Formativa è forse, per dimensioni economiche, il nodo più complesso da sciogliere. La questione è sempre quella legata al debito fuori bilancio dell’ente formativo della Provincia di Varese, al Piano di rientro della stessa nei confronti della “casa madre” e alla posizione dei dipendenti che hanno una contratto da Pubblico impiego, ma di fatto operano all’Agenzia. Una stortura che non è imputabile all’attuale presidente della Provincia (poiché si tratta di scelte pregresse) e che negli anni è cresciuta al punto che il debito fuori bilancio ha raggiunto i 6 milioni e mezzo di euro.
Dal 2022, mese di luglio, ovvero quando la Guardia di Finanza fece una visita negli ambienti di via Monte Generoso e a Villa Recalcati qualcosa si è mosso. Il rientro dal debito inizia dopo questo fatto. E l’Agenzia “restituisce” 100 mila euro al mese a Villa Recalcati. I dipendenti però hanno continuato a lavorare in Agenzia e a essere pagati da Provincia. Stiamo parlando di 27 posizioni di cui 14 sono del Cfpil (Centro formazione professionale inserimento lavoro) cioè assunti direttamente da Provincia. Da quel momento il debito sì e ridotto, ma non del tutto asciugato. E comunque resta sul tavolo la questione dei dipendenti “divisi” sui due enti.
Non solo. L’argomento Agenzia è stato affrontato anche in una recente commissione provinciale. Durante la quale il consigliere della Lega, Sergio Ghiringhelli, ha buttato lì la richiesta di istituire una commissione d’inchiesta o comunque un tavolo attorno al quale definire il quadro e trovare una soluzione. Proposta alla quale il presidente Magrini non si è tirato indietro.
Tre indizi non fanno una prova
Seppur con competenze differenti, Fondazione Minoprio, Biopark e Agenzia si occupano di formazione, ricerca e fanno da raccordo cruciale tra il mondo didattico e quello lavorativo. Le questioni che abbiamo posto sopra, inoltre, farebbero pensare a un Ente Provincia che arretra sul campo della formazione professionale. Ma tre indizi non fanno una prova, poiché a far crollare questa riflessione c’è l’ostinazione con la quale Magrini e il consiglio hanno lottato per avere (ottenendoli) i fondi necessari alla realizzazione del nuovo centro per l’impiego. Un presidio che “apre” sul mondo del lavoro e che, qualora realizzato, sarà punto di riferimento per Varese, grazie proprio alla Provincia.
