Forza Italia, Marco Reguzzoni guarda a Milano. «Sicurezza, no Sardonizzazione»

Alessandro Sorte e Marco Reguzzoni

BUSTO ARSIZIO – Daspo sui mezzi pubblici, meno criminali in libertà e la reintroduzione dei Vigili di Quartiere: Marco Reguzzoni presenta per Forza Italia «sette proposte per migliorare la sicurezza». A Milano. Il bustocco, ex capogruppo leghista a Montecitorio, è iscritto al partito fondato da Silvio Berlusconi proprio nella città governata dal sindaco Beppe Sala. Ed era a fianco del coordinatore regionale Alessandro Sorte nella conferenza stampa che lancia la campagna elettorale nel capoluogo. Con toni non proprio concilianti con gli alleati della Lega: «Non è la “sardonizzazione” del centrodestra che ci fa vincere Milano» le parole di Sorte che hanno fatto scoppiare la “bomba” nel centrodestra meneghino.

La “bomba” di Sorte

L’eurodeputata e consigliera comunale milanese Silvia Sardone – queste le parole di Sorte di fronte ai giornalisti – «fa bene il suo mestiere, tanto rispetto per quello che fa e i voti che prende» ma per il coordinatore azzurro «Milano ha bisogno di altre ricette. Il volto e il profilo per vincere Milano deve essere un profilo in sintonia con la cittàÈ una città prevalentemente moderata, quindi ha bisogno non solo di profili moderati ma anche di toni equilibrati». Si guarda già al candidato sindaco del centrodestra? «Ne abbiamo in testa uno ma non è questo il momento. Innanzitutto una Forza Italia che torna a parlare di temi, come oggi con la sicurezza. Con proposte concrete. Poi lavoreremo sul profilo del candidato. Siamo a buon punto, vi stupiremo». A Milano «serve un messaggio per intercettare una parte della città che non vota più il centrodestra e che noi siamo convinti possiamo riportare a votarci. Con proposte per risolvere i problemi dei cittadini e che non servono a creare un clima di diffidenza e di paura».

Orizzonte Milano

E se a Busto Arsizio in molti guardano a Marco Reguzzoni come potenziale candidato alla successione del sindaco Emanuele Antonelli, il neo-azzurro vola più alto e guarda a Milano. Dove Forza Italia sta già scaldando i motori in vista del 2027, quando tenterà di nuovo l’assalto a Palazzo Marino. Questa mattina, 17 febbraio, l’ex delfino di Umberto Bossi era a fianco del coordinatore regionale Alessandro Sorte, del sottosegretario alla difesa Matteo Perego, del consigliere regionale Giulio Gallera e dei responsabili regionali della sicurezza, Filippo De Bellis, e dei seniores, Stefano De Caro nella conferenza stampa organizzata da Forza Italia nella sede dei Giovani di via Mecenate. Ad illustrare il programma per la sicurezza a Milano: «È una priorità ma il sindaco e la giunta sono immobili e si sentono solo slogan – l’appello degli azzurri – noi riteniamo necessario un piano sicurezza incentrato sul rinforzo della rete pubblica e sulla riforma della giustizia. Per questo presentiamo sette proposte chiare e realizzabili. Per una città sicura non servono slogan ma un programma serio, liberale, federalista e realizzabile, integrato con il “Patto per la sicurezza europea” del Partito Popolare Europeo».

Le proposte di FI

Nei sette punti di Forza Italia, che spaziano dai temi nazionali a quelli di competenza comunale, si va dal Daspo sui mezzi pubblici all’attribuzione del ruolo di Pubblici Ufficiali anche agli autisti dei mezzi pubblici per tutelarli dalle aggressioni, fino alla modifica del codice di procedura penale per evitare di rimettere subito i criminali in libertà quando vengono arrestati. E ancora, più illuminazione pubblica e delle aree verdi, introducendo colonnine di Sos, sensori di lampioni, incremento delle telecamere di quartiere e droni dotati di software con intelligenza artificiale, eliminazione delle barriere visive, intervenendo sul decoro urbano e contrastando vandalismi e maleducazione. Per gli azzurri serve anche più controllo di vicinato, attribuendo alle associazioni di cittadini (tra cui City Angels e Associazione Nazionale Carabinieri) compiti di presidio del territorio, e il ritorno ad un «vero sistema di Vigili di Quartiere», impiegando il 10% dell’organico della Polizia Locale meneghina. Ma bisogna anche cambiare la gestione dei servizi sociali del Comune, «valorizzando l’associazionismo che si occupa di adolescenti e aumentando i lavori socialmente utili alternativi al carcere», e infine costruire un nuovo carcere al posto di San Vittore, la cui area andrebbe rigenerata sul modello di CityLife.

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