Saronno, sì al bilancio: ma è quello del Santuario. In Comune è delirio politico

marta gilli
Marta Gilli

SARONNO – Il delirio politico. Non c’è altro termine per definire la questione Saronno con una parola. E dopo le 24 ore di silenzio domenicale, successive al tristissimo show di sabato sera in consiglio, la politica nella Città degli Amaretti ha ripreso a macinare, anzi a macerare sulle macerie. E tra mille incertezze, voci che corrono, si rincorrono e si smentiscono, ci sono alcuni paletti che sono stati piantati nel terreno.

Il primo: domani (martedì 18 febbraio, ore 14.30) il sindaco Airoldi ha convocato la stampa. Per annunciare le dimissioni? Forse. O almeno questo sussurra vox populi. Il secondo: i consiglieri di Obiettivo Saronno hanno annunciato di essere pronti alle dimissioni di massa. In mezzo c’è un mare magnum di possibilità, poiché da qui a domani ci dovrebbe essere anche un incontro di maggioranza. Il che fa ridere poiché verrebbe da chiedere: “Ma quale maggioranza?”.

Non avendo però la sfera di cristallo restiamo a quanto accaduto in queste ore di lucida follia e dove il presidente del consiglio, Marta Gilli, ha detto tutto e il contrario di tutto. Prima con una lettera ai consiglieri e poi con un post su Facebook.

La lettera

Vai avanti tu che mi vien da ridere”. Da sbellicarsi dalle risate. Ci sarebbe davvero da ridere fino alle lacrime se l’argomento, il governo di una città, di una grande città (ma se anche fosse del più piccolo paese della provincia sarebbe uguale), non fosse così importante. A Saronno, a due passi dal santuario, luogo di fede e sacralità, si riunisce un consiglio comunale che fa di tutto per dissacrare la laica fede nella politica e che invece dovrebbe guidare coloro che sono stati scelti (eletti) per amministrare (bene) la comunità.

In questi ultimi mesi se ne sono viste di tutti i colori all’ennesima potenza: dal balletto che ha portato al cambio (di padre in figlia) del presidente del consiglio, a un bilancio che viene portato, ritirato, ripresentato e affossato in consiglio non si capisce fino in fondo per quale motivo. E nemmeno si comprende, alla luce dell’appello (patetico) di oggi lunedì 17 febbraio, (si veda la lettera sotto), perché al prossimo giro di consiglio, il terzo sul tema, dovrebbe passare un documento, il medesimo, bocciato nelle due sedute precedenti. Cioè, cari amministratori saronnesi, e nella fattispecie, cara Marta Gilli, perché un consigliere dovrebbe votare a favore (o restare a casa, che sarebbe ancor peggio) dopo che per due volte ha “bocciato” il Bilancio di previsione? E ancora, perché ha sentito solo ora la necessità di annunciare la sua intenzione di rompere la sua lunga teoria di voti di astensione, seppur la situazione di stallo è da tempo ormai nota anche ai bimbi degli asili di tutta Saronno? E ancora, con il post (successivo alla lettera aperta) in cui indica quale soluzione le dimissioni di massa e manda a farsi benedire la sua equidistanza, a quale gioco sta giocando la presidente del consiglio?

La curiosità

Curiosità: proprio sabato, nel Santuario, a due passi dalla sala consiglio e poco prima che incominciasse la seduta, il sacerdote a fine omelia ha illustrato il bilancio della parrocchia. Ha parlato di entrate, uscite e dei tanti investimenti fatti per mantenere cotanta bellezza artistica e religiosa. E anche della non semplice situazione di dover chiedere ai generosi fedeli saronnesi uno sforzo in più in un momento economicamente difficile. Anche il parroco si è affidato al senso di responsabilità e all’amore per quel luogo che lascia a lungo con il naso all’insù chi entra nella chiesa.

La lettera di Marta Gilli ai consiglieri

Gentili Consiglieri,

lo svolgimento dei consigli comunali, dal novembre scorso ad oggi, ha, purtroppo, dimostrato che, quando siamo chiamati ad assumere decisioni politiche importanti, si giunge al risultato paritario di 12 a 12. Dunque, non si sono avuti i numeri né, prima, per approvare la mozione di sfiducia né, dopo, per approvare il bilancio di previsione. Ciò ha calato la nostra Città in una situazione di crisi politica profonda.

Corre l’obbligo, pertanto, nella mia qualità di presidente del consiglio comunale, di sollecitare tutti i consiglieri, nessuno escluso – di maggioranza, di opposizione e gli indipendenti –, al senso di responsabilità nei confronti della città e dei cittadini, che noi, sommessamente, rappresentiamo.

È venuto il momento di lasciare da parte personalismi e rigide logiche di partito, che da troppo tempo, ormai, si agitano all’interno del consiglio comunale, impedendone la funzionalità; è venuto il momento di guardare esclusivamente all’interesse della nostra amata città e dei saronnesi tutti e di assumere con coraggio decisioni anche contrarie a quelle confezionate dalle segreterie di partito.

Come sapete, ho assunto la presidenza dichiarando da subito (invero, prima ancora di essere eletta) il mio intendimento di svolgere i miei compiti secondo un modello di neutralità, che non è stato di certo in uso ai miei predecessori. E questa mia posizione è malvista da coloro che, al contrario, reclamano una presidenza di parte. Ma essere neutrali significa non prendere posizione a favore né dell’uno né dell’altro schieramento; significa esprimere il proprio voto con riguardo a scelte concrete, che in scienza e coscienza appaiano conformi agli esclusivi interessi della comunità rappresentata.

Devo, tuttavia, prendere atto che la situazione di stallo che si è verificata è destinata a perdurare anche per il prossimo consiglio comunale. Confido, pertanto, nel rinnovato senso di responsabilità, come di quel consigliere che ha già dato dimostrazione di saper scendere in campo, prendendo le distanze dalle direttive di partito.

In mancanza, mi vedrò costretta ad esprimermi con un voto di indirizzo, al fine di superare lo stallo e di consentire a questa città di essere governata o di essere rimessa all’insindacabile giudizio degli elettori.

Fine delle trasmissioni?

Insomma difficile dire cosa accadrà, anche se a questo punto, restare in sella vorrebbe dire avere punte inarrivabili di sadomasochismo. Ma dovendo rimanere fedeli alla cronaca ci fermiamo qui, consapevoli a Saronno la fantasia non supera ma diventa realtà. E i politici saronnesi in tal senso sarebbero capaci di stupirci.

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