Puricelli candidato con la longa manus di Agorà. E c’è chi parla di trappolone

Varese puricelli longhini
Simone Longhini e Roberto Puricelli

VARESE – «Non sapevamo che Simone Longhini fosse diventato nella notte il nuovo segretario cittadino di Varese. E in ogni caso registriamo che Longhini è tornato tra i ranghi di Agorà». Il segretario provinciale – con un’intervista rilasciata alla Prealpina, entra a gamba tesa sulla questione del candidato sindaco di Varese e in Forza Italia (anche altri) c’è chi non ha apprezzato la forzatura, «fuori luogo in questo momento» e ha battezzato l’uscita «come la ricerca di una sponda politica interna al partito». Ma il commento più tagliente nei confronti del segretario arriva da un forzista non varesino: «Visto che continua a muoversi senza coinvolgere il partito, vorrà dire che ci vedremo al congresso». Insomma se ci sarà o meno lo show-down azzurro lo si vedrà in sede congressuale. Torniamo alla questione Varese.

Centrodestra in alto mare

Quando si dà un ultimatum (il 21 giugno) e non lo si rispetta; quando si parla di primarie e si è lì per essere tutti d’accordo, ma poi si ripiega su un fantomatico sondaggio da fare a settembre e quando si ha un governatore di Regione che invita a più riprese a stringere i tempi, ma anziché arrivare alla sintesi di un nome, i papabili candidati si moltiplicano, significa solo una cosa: si sta navigando in alto mare e trovare la rotta è complicato. A Raffaele Cattaneo e Luca Marsico, nelle ultime settimane, infatti, si è aggiunto (è stato aggiunto da Giorgetti) Emanuele Monti. E ora Roberto Puricelli.

Stanno tornando

In Forza Italia (ma non solo) sono convinti che «stanno tornando». Chi? Gli uomini chiave del caianiellismo. Perché sarà anche vero che Nino Caianiello dispensa consigli agli amici che glielo chiedono e assicura di non prendere più parte alla politica attiva,  ma è altrettanto vero che gli amici si stanno riposizionando: chi nell’Udc rinata sulle sponde del Lago di Varese (Ciro Calemme); chi nel variegato mondo vannacciano (Nino era presente all’incontro dell’UnaHotel); chi in versione camouflage nelle varie liste civiche di Comuni più piccoli e chi in Forza Italia con qualche rientro eccellente a partire da Roberto Puricelli che, proprio il prossimo 17 luglio, dopo aver già fatto la tessera, completerà il rientro con l’adesione al gruppo consigliare di Forza Italia, conditio sine qua non per incassare la candidatura in capo ai Berluscones.

Poi, sempre in Forza Italia, c’è chi mette nella conta complessiva anche Carmine Gorrasi a Busto: «Non abbiamo digerito la sua nomina a responsabile degli Enti Locali», dice qualcuno aggiungendo al puzzle «il prossimo rientro di Angelo Palumbo nei forzisti cassanesi. È solo questione di tempo».

E in questa geografia mancava Simone Longhini: «Ora – dicono in Forza Italia – tutto è più chiaro».

Il controppacco

Attenzione però, perché nella cosmogonia forzista c’è anche chi non sposa in toto la tesi del ritorno al caianiellismo: «È vero che i rientri parrebbero dire questo», afferma un azzurro. Ma in questo momento «il centrodestra varesino sta valutando di chiudere su Luca Marsico come candidato civico, nel senso che nessuno se lo intesta, ma tutti lo sostengono» e che la ventilata candidatura di Roberto Puricelli sia solo un trappolone. In che senso, chiediamo?

L’argomentazione può essere annoverata sotto il capitolo dei “giochini della politica”, ma non deve essere esclusa a priori. E dice questo: «Il problema di Marsico è che nessuno se lo vuole intestare a livello di partito e più passa il tempo e più la convergenza si troverà sul suo nome. Attenzione però: se c’è Marsico non ci può essere Puricelli, tra i due c’è un’insofferenza insanabile. Puricelli pare abbia già posto il veto sul nome di Marsico, che da Agorà si staccò in quello che oggi appare come passato remoto.

Quindi, mettere sul tavolo Puricelli significa tenerlo in qualche modo agganciato fino al suo ingresso nel gruppo politico (che con Marsico candidato potrebbe sfumare) per non disperdere il suo patrimonio di voti». Cervellotica spiegazione? Forse, per chi, come il cittadino qualunque, mal digerisce le liturgie dei partiti. Per chi invece frequenta le stanze delle segreterie politiche, sa che il ragionamento ha un suo fondamento. Anche perché il sondaggio interno sul candidato sindaco del centrodestra si farà, ma a settembre, quando ormai Puricelli sarà già di nuovo imbrigliato nel sistema dei partiti.

E ora?

Candidato sindaco a parte, è evidente che la partita con Puricelli in campo anche solo come ipotesi è tutta interna a Forza Italia, dove c’è un correntoneil gruppo Licata con la parte di Cl che fa riferimento al consigliere regionale e il gruppo Librandi che va dal gallaratese Rocco Longobardi ai saronnesi – pronto a giocare la partita per dare a Forza Italia una guida più condivisa, che non vuol dire spodestare Longhini, ma riportarlo a più miti consigli. «Ma con l’uscita su Puricelli è partito con il piede sbagliato».

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