Laveno Mombello: rapinano un corriere della droga con un’esca social

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I tre arrestati per i fatti accaduti a Laveno sono tutti residenti nel Vco

VERBANIA / LAVENO MOMBELLO – Un violento agguato a Laveno Mombello per rapinare un corriere della droga, minacce estorsive a un coetaneo usato come esca e un canale di rifornimento di stupefacenti che legava a doppio filo la sponda varesina a quella piemontese del Lago Maggiore.

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Verbania hanno stroncato il sodalizio criminale di tre giovanissimi (tra i 18 e i 20 anni), tutti residenti nel VCO, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa proprio dal Tribunale di Varese.

L’agguato sulla sponda varesina

I fatti che gravitano attorno alla provincia di Varese risalgono allo scorso 29 maggio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tre indagati si sono mossi da Verbania per raggiungere Laveno Mombello, terra scelta come teatro del colpo.

Agendo con il volto mascherato e armati di coltello, hanno teso una vera e propria imboscata a un autista incaricato del trasporto della droga. Un’aggressione fulminea e violenta che ha permesso al commando di impossessarsi di un carico pesante: ben 1,8 chilogrammi di hashish.

Una volta sottratto lo stupefacente sulla sponda varesina, il gruppo è fuggito nuovamente verso Verbania per tagliare e spartirsi la merce da destinare alle piazze dello spaccio locale.

Il coetaneo usato come “esca” social

Le indagini hanno svelato i dettagli inquietanti e la spregiudicatezza del trio. Per attirare il fornitore nella trappola di Laveno Mombello, i tre arrestati non hanno esitato a terrorizzare un loro coetaneo.

Sotto pesanti minacce fisiche, la vittima è stata costretta a fare da “esca”, prestando le proprie credenziali d’accesso dei profili social e di messaggistica per contattare il corriere e fissare il luogo dell’appuntamento nel comune del Varesotto.

Il provvedimento del GIP di Varese e la recidiva

Data la competenza territoriale sul luogo della rapina, l’ordinanza applicativa della massima misura restrittiva porta la firma del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Varese, che ha disposto per tutti e tre la custodia in carcere.

I reati contestati a vario titolo e in concorso sono gravissimi: rapina pluriaggravata, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e minaccia per costringere a commettere un reato.

A pesare sul giudizio del GIP varesino in merito alla spiccata “pericolosità sociale” e al rischio di reiterazione del reato, c’è anche un precedente immediato.

Appena pochi giorni dopo l’assalto di Laveno, il 10 giugno scorso, i tre erano avevano subito un arresto in flagranza di reato dai militari di Verbania mentre tentavano di mettere a segno un’altra rapina con lo stesso, identico modus operandi. Ora per loro si sono aperte le porte del carcere.

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