Campagna acquisti dei Fratelli tra i sindaci civici. Dimissioni in Provincia

Alberto Barcaro, Emanuela Quintiglio e nel mezzo il simbolo del nuovo gruppo

VARESE – Alberto Barcaro ha rimesso nelle mani del presidente della Provincia, Marco Magrini, le deleghe alla Protezione civile. Su un altro versante, Marco Colombo, che ha preso 6mila e rotte preferenze alle Europee, ma pochissime di queste sono arrivate dai civici di Eupolis, ha ormai imboccato la strada dell’uomo di partito (Fratelli d’Italia) e sta facendo il Caronte che lavora per traghettare tra i meloniani alcuni sindaci senza bandiera appena eletti o rieletti. Tra questi, due prime cittadine: Emanuela Quintiglio di Viggiù, che è anche consigliera in provincia, e Nora Sahnane di Curiglia con Monteviasco.

Meno Eupolis più eupoveris

Eupolis, sulla cresta dell’onda quando la partita si gioca sui tavoli di secondo livello, si ritrova senza più un perno (il sindaco di Daverio Marco Colombo, appunto, ormai Fratello integrato), ed è diventata “Eupoveris”. Nel senso che l’associazione civica di sindaci e amministratori non ha sfruttato (o non ha voluto sfruttare) l’occasione di contarsi nelle urne sul nome di Colombo. E così, con l’aria di rottura che tira in questa area civica, Mattia Premazzi è costretto a guardarsi in giro se non vuol finire sul binario morto. Ai Fratelli, diciamolo, non spiacerebbe un eventuale suo (futuro) approdo.

Insomma, il mondo dei civici, dalla Provincia alle periferie, è in fermento (se si aggiunge anche la battaglia pre elettorale di Alfa). Non è detto però che ogni tassello sia legato da un rapporto di “causa-effetto”. Quel che non si può escludere è che potrebbero bastare un paio di mosse per creare un effetto domino. Tanto più che le elezioni provinciali sono date per fine settembre, ma le liste vanno presentate 60 giorni prima del voto e quindi (giorno più o giorno meno) a metà luglio. Giochi aperti, dunque. Ma andiamo con ordine nel trafficato mare civico.

Qui Villa Recalcati

E’ questo, Villa Recalcati, il campo centrale del civismo amministrativo. Del resto i numeri dicono che Magrini può contare sul gruppo PD (il più numeroso in consiglio), anche se i puntelli decisivi della maggioranza sono civici: Marina Rovelli, Mattia Premazzi (Eupolis), Alberto Barcaro ed Emanuela Quintiglio (Noi per la Provincia – Seminiamo idee), oltre a Giuseppina Lanza (Italia Viva). Che fanno 10 consiglieri contro 6 della minoranza di centrodestra. Ora, se Barcaro lascia la protezione civile (scontento del rapporto con il presidente, dicono i ben informati) e quindi la maggioranza, si porta dietro anche Emanuela Quintiglio. Risultato: maggioranza provinciale aggrappata a un filo, anzi a un voto.

Fratelli di Viggiù?

Non solo, ma se Quintiglio dovesse accettare la corte politica di Fratelli d’Italia, nella fattispecie di Marco Colombo (sindaco di Daverio), la sua posizione in maggioranza non avrebbe più senso e dovrà in qualche modo traslocare anche in consiglio raggiungendo l’altro Marco Colombo, quello di Gallarate e unico consigliere del partito della Meloni. Possibile? Forse sì, ma non subito visto che Quintiglio, appena riconfermata sindaco a Viggiù, è sul pezzo per far partire il secondo mandato.

Ma tutto questo agitarsi del Colombo di Daverio di cosa è prodromo? Qualcuno dice di una sua possibile candidatura a consigliere provinciale. Ma davvero dopo aver incassato 6 mila preferenze il candidato diversissimo si accontenta di una posizione di prestigio il cui peso politico, ancora oggi, resta tutto da valutare? Qualcun altro invece, ipotizza che i Fratelli, dopo aver visto che nulla di buono è arrivato in termini di voti da parte di Eupolis (Colombo era pur sempre un loro candidato con la maglia di partito) abbiano messo il veto sull’associazione con input di “cannibalizzarla” dei sindaci in cerca di un tetto politico e di un carro che viaggia.

I conti senza l’oste

Però a tirar le somme si fa presto a pochi giorni dai ballottaggi. E siccome in ballo ci sono due comuni sopra i 15 mila abitanti (Samarate e Malnate) e quindi di medio peso in termini di voto ponderato, possiamo dire che tutto rientra nelle scaramucce pre battaglia provinciale. Tanto più che a seconda dei verdetti di lunedì 24 giugno, gli equilibri tra centrodestra e centrosinistra, oggi sul filo di lana, possono cambiare in maniera se non decisiva certamente significativa.

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