Tassa sulla salute: il Consiglio di Stato svizzero blocca i ristorni per la Lombardia

BELLINZONA – Congelati i ristorni frontalieri, ma solo per la Lombardia. Questa la risposta elvetica alla tassa della salute.

È stata resa nota questa mattina – martedì 30 giugno-  la decisione del Consiglio di Stato riguardo al congelamento dei ristorni dei frontalieri, individuato come possibile risposta alla cosiddetta «tassa sulla salute», che la Regione Lombardia intende introdurre per i titolari dei «vecchi» permessi. Alla conferenza stampa convocata a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, hanno preso parte il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali, il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta e il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa.

Incontro a Roma

Al centro dell’incontro la possibilità di trattenere una quota dei ristorni corrispondente al gettito derivante dalla tassa sulla salute che l’Italia si appresta ad applicare ai «vecchi» frontalieri. Secondo quanto ribadito nelle scorse settimane dal Consiglio federale, in una risposta scritta al consigliere nazionale Piero Marchesi, la misura prevista da Roma si porrebbe in contrasto con gli accordi bilaterali sottoscritti tra Svizzera e Italia. Una decisione quella svizzera che anticipa l’incontro, previsto per oggi a Roma, tra la «ministra» delle Finanze Karin Keller-Sutter e il ministro italiano Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo ci sarebbero due temi ormai legati tra loro: la tassa sulla salute e i ristorni dei frontalieri.

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