Un fumatore su tre vuole smettere: a Varese un corso di Lilt per dire basta

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Da sinistra Salvatore Pisani, Ivanoe Pellerin, Guido Bonoldi e Carlo Maria Castelletti

VARESE Un fumatore su tre vuole smettere: è quanto emerge dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità. A Varese, facendo una stima sul totale di chi ha il vizio della sigaretta, si tratta di circa 4000 persone. A loro si rivolge la proposta promossa dalla Lilt di Varese con il patrocinio del comitato Varese in Salute e della Fondazione Molina, ovvero un corso che prenderà il via a gennaio. Oggi, martedì 1 ottobre, la presentazione in Comune.

Il corso

A tenere le lezioni saranno due professionisti: uno psicologo e uno pneumologo. «Abbiamo condiviso volentieri quest’iniziativa che rientra nel Dna della Lilt che si batte da sempre per la prevenzione primaria», è il commento del presidente provinciale di Lilt Ivanoe Pellerin. «Il corso si svolgerà con nove incontri, un modo per chi partecipa anche di misurare con questo impegno che è davvero difficile per chi è un fumatore». Oltre alla pericolosità del fumo “tradizionale” Pellerin ha voluto mettere in guardia anche sui rischi delle sigarette elettroniche. «Nei vaporizzatori ci sono sostanze di ogni tipo: per i giovani è una porta aperta verso la sigaretta e per i meno giovani non costituisce un elemento di protezione». Il corso si svolgerà dal 13 gennaio al 10 marzo 2025 al lunedì dalle 18.30 alle 20. Le iscrizioni si apriranno il 4 dicembre telefonando alla Lilt al numero 380 8644677 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12. È richiesto un contributo di 150 euro ed è prevista anche una visita pneumologica. Le lezioni si terranno presso la Fondazione Molina di Varese. «Mettiamo a disposizione volentieri il personale e la struttura per ospitare questa iniziativa importante», ha commentato il presidente Carlo Maria Castelletti.

Primo fattore di rischio

L’epidemiologo Salvatore Pisani del comitato Varese in Salute ha inquadrato il tema con qualche numero. Il fumo è il primo fattore di rischio che causa maggior anni di disabilità e di morte, è il primo fattore di rischio comportamentale dopo l’ipertensione che è biologico. Si stima che circa il 15% dei decessi sia dovuto al fumo, una stima che sale al 25% se si parla di morte per tumori. In Italia il 20% dei maschi e il 16% delle femmine sono fumatori. «Siamo lontani dal paese smokefree, la Svezia invece ci è vicina: è intorno al 6%. Loro hanno fatto politiche serie. Quello che da epidemiologo stupisce è che per uno dei fattori più nocivi della salute umana non si fanno azioni sistematiche».

Obiettivo centro antifumo

Il coordinatore di Varese in Salute, il consigliere comunale Guido Bonoldi, ha ricordato come tra le proposte lanciate dal comitato ai candidati delle elezioni regionali nel 2023 ci fosse anche un centro antifumo. Una realtà che oggi manca a Varese: ce ne sono solo due in provincia, ad Arcisate e Busto Arsizio. «Questa è una prima iniziativa in tal senso – ha detto – un centro a Varese è un’idea che potrebbe essere ripresa. Adesso sono presidente dell’Assemblea dei sindaci del distretto di Varese, che ha possibilità di proposta, quindi potrebbe essere qualcosa che rilanciamo. Intanto vogliamo vedere questa prima iniziativa che tipo di interesse raccoglie».

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