GALLARATE – «A Gallarate abbiamo deciso di abbassare l’addizionale comunale Irpef, lasciando più risorse nelle tasche dei cittadini». A dare l’annuncio è il sindaco Andrea Cassani, svelando la principale novità del bilancio 2026. «In un momento come questo – spiega – riteniamo doveroso ridurre la pressione fiscale, sostenere le famiglie e favorire lo sviluppo della città. Meno tasse significa più libertà e più possibilità di spesa: è una scelta politica chiara e coerente».
Dove trova i soldi?
Questa decisione comporta una revisione dell’equilibrio del bilancio comunale. Per questo verrà adeguata la compartecipazione di alcuni servizi a domanda individuale, servizi non obbligatori e utilizzati solo da una parte della popolazione. «Lo faremo però con equilibrio – assicura il primo cittadino – non intendiamo scaricare costi eccessivi sui cittadini, come accade altrove. Per le fasce più basse le tariffe resteranno comunque inferiori al costo reale dei servizi, diversamente da quanto avviene in molte città governate dal centrosinistra».
Un sistema più equo
L’obiettivo dell’amministrazione comunale non è tagliare i servizi né penalizzare le famiglie, ma rendere il sistema più equo. «Chi utilizza un servizio contribuirà un po’ di più, mentre il Comune continuerà a finanziare una parte significativa della spesa», rende noto Cassani. «Meno tasse per tutti, più equilibrio nei servizi, più giustizia per la collettività. È una scelta di responsabilità e buon senso, che guarda al futuro e mette al centro tutti i gallaratesi. Un eccesso di welfare può diventare assistenzialismo e contribuire a dinamiche non sempre positive: è anche per questo che riteniamo necessario un modello più equilibrato».
Cosa cambia
Da settembre 2026 alcune famiglie pagheranno qualcosa in più per i buoni mensa, pur restando sotto il costo reale del pasto. In compenso, circa 40.000 gallaratesi – inclusi questi stessi genitori – pagheranno meno tasse già da gennaio. Le minori entrate da Irpef saranno superiori agli introiti potenziali derivanti dagli adeguamenti tariffari. Per il sindaco questo è «un segnale concreto di un’amministrazione che investe, governa bene e allo stesso tempo costa meno ai cittadini, nonostante le narrazioni delle opposizioni».
Con l’abbassamento dell’addizionale IRPEF, un gallaratese con reddito di 25.000 euro risparmierà circa 25 euro rispetto a chi vive in città che applicano l’aliquota massima, come Varese o Milano. Non è una cifra enorme, ma è comunque un risparmio. «E soprattutto Gallarate è l’unica città che oggi riduce le tasse», conclude il primo cittadino. « Questa è la concretezza di una visione liberale: meno spesa pubblica, meno tasse, come avviene anche a livello nazionale. Quando nel 2026 troverete qualche euro in più nella busta paga, ricordate che si possono realizzare opere, garantire servizi e allo stesso tempo abbassare le imposte. È la strada giusta e Gallarate la sta percorrendo».
Le nuove addizionali IRPEF comunali saranno:
Imponibile: addizionale comunale
Fino a 28.000,00: 0,70%
28.000,01 – 50.000,00: 0,73%
Da 50.000,01: 0,76%
Le nuove tariffe (da settembre 2026) della mensa saranno:
Fino a ISEE 10.000: 4,40€
10.000,01 – 20.000: 4,90€
20.000,01 – 40.000: 5,40€
Oltre ISEE 40.000: 6,00€ (invariato)
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