Nuovo ospedale Busto-Gallarate, i comitati: «Ci sono soluzioni alternative» 

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Il metaprogetto del futuro ospedale unico tra Busto Arsizio e Gallarate

GALLARATE -Venerdì 7 ottobre, alle ore 21, il Salone delle Acli in via Arnaldo Agnelli 33 a Gallarate, si terrà un incontro pubblico per presentare lo stato della procedura di Valutazione Ambientale propedeutica alla definizione dell’Accordo di Programma che darà via alla eventuale realizzazione dell’ospedale unico tra Busto Arsizio e Gallarate. Organizzano la serata Medicina democratica, Comitato per il diritto alla salute del Varesotto, Legambiente e Acli: «Abbiamo sottolineato la necessità di definire i criteri per valutare l’impatto sulla salute umana che comporta un eventuale nuovo grande ospedale e se l’obiettivo di migliorare il servizio offerto dalle attuali strutture non possa essere raggiunto con soluzioni alternative che minimizzino i danni all’ambiente»

L’iter procedurale

Lo scorso 1 marzo Regione Lombardia ha riavviato per la terza volta il percorso per costruire un nuovo unico ospedale nel quartiere Beata Giuliana in sostituzione dei 2 ospedali pubblici attuali di Busto Arsizio e Gallarate. Nella Delibera di Regione Lombardia approvata in tale data veniva fissato per il 31 marzo 2023 il termine entro cui l’Accordo di Programma dovrà essere approvato attraverso una procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) inevitabile date le caratteristiche dell’opera. La procedura prevede la redazione di un documento di analisi preliminare (scoping) che descrive l’approccio metodologico che si utilizzerà per valutare l’impatto sull’ambiente del nuovo ospedale: tale documento è stato pubblicato lo scorso 27 luglio e fino al 25 agosto è stato possibile inviare ai funzionari regionali responsabili della VAS le osservazioni

I comitati dicono no

Nella serata di venerdì, organizzata da Medicina democratica, Comitato per il diritto alla salute del Varesotto, Legambiente e Acli, saranno presentate in dettaglio le osservazioni elaborate dalle 4 associazioni sul documento di scoping, che riguardano sia aspetti procedurali, «sulla limitata partecipazione del pubblico e delle istituzioni locali al processo decisionale», sia aspetti più strettamente ambientali e urbanistici, «quali il consumo di suolo, la distruzione di boschi non trasformabili, il destino delle aree occupate dagli attuali ospedali». 
Per ogni criticità evidenziata sono state indicate anche proposte complementari o alternative allo scenario di progetto che dovranno essere valutate nel Rapporto Ambientale che sarà prodotto a valle di questa fase e che dovrà contenere le indicazioni da assumere per decidere se e come realizzare il progetto. 
«All’incontro sono invitati singoli cittadini, associazioni, forze politiche per informarsi e discutere su un progetto che ha e avrà un grande impatto sulla salute di ognuno di noi e del nostro territorio». 

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