Implantologia e prevenzione, i consigli del dottor Bellora di Gallarate

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Con Flavio Bellora, dentista di Gallarate, approfondiamo i temi delle implantologie e della prevenzione dentale, elementi centrali per l’odontoiatria e la salute personale. Il titolare dello studio Bellora&Provasoli vanta due master (uno in implantoprotesi all’universitá di Firenze e l’altro in implantologia zigomatica all’università San Raffaele di Milano) ma soprattutto trent’anni di esperienza sul campo.

Dottor Bellora, qual è la sua esperienza e il suo risultato nell’implantologia?
“Il mio primo corso risale al 1991 e nel tempo ho visto evolversi tecniche e strumenti. Oggi realizzo quasi mille impianti all’anno e utilizzo la TAC da oltre 15 anni per pianificare gli interventi in modo virtuale, scegliendo l’inclinazione e il tipo di impianto più adatto. Questo approccio mi permette di offrire risultati molto affidabili e personalizzati”.

Quali sono i fattori di rischio per problemi agli impianti dentali?
“I principali fattori di rischio sono legati a condizioni come la malattia parodontale, il fumo e il diabete. Chi ha avuto parodontite ha un rischio più alto di recidive, e il fumo e il diabete possono aumentare ulteriormente questo rischio. La prevenzione consiste in un’ottima igiene domiciliare e in regolari sedute di igiene professionale almeno tre volte all’anno.”

Come posso mantenere osso e tessuti gengivali sani in vista di un futuro impianto?
“È importante preservare l’alveolo al momento dell’estrazione e mantenere una buona igiene per evitare infiammazioni. Non ci sono misure straordinarie oltre a questo: una corretta igiene quotidiana e controlli periodici garantiscono che i tessuti restino sani”.

Quali sono le controindicazioni all’implantologia?
“Ci sono alcune controindicazioni assolute all’implantologia. Ad esempio, se un paziente è stato sottoposto a radioterapia per malattie neoplastiche nella zona testa-collo, l’impianto può essere sconsigliato. Un’altra controindicazione assoluta è l’uso di bifosfonati, farmaci che possono compromettere la salute ossea e aumentare il rischio di complicanze. Inoltre, condizioni mediche gravi e non stabilizzate, come un recente evento cardiovascolare, richiedono cautela e spesso rimandano la possibilità di un impianto fino a quando lo stato clinico non è stabile. Le controindicazioni relative, invece, includono situazioni che possono essere gestite o mitigate. Ad esempio, il diabete non controllato, il fumo o una scarsa igiene orale sono fattori che possono aumentare il rischio ma che, con le giuste precauzioni, possono essere gestiti. In letteratura esistono diverse linee guida per valutare questi casi, e l’obiettivo è sempre garantire la sicurezza e il successo dell’intervento”.

Quali sono le cause di insuccesso in implantologia?
“L’insuccesso implantare è generalmente dovuto a fattori come infezioni (per esempio la perimplantite), carichi eccessivi o mal distribuiti sull’impianto, una scarsa qualità o quantità di osso al momento dell’intervento, o condizioni sistemiche del paziente non ottimali (come il fumo o un diabete non controllato). Anche una pianificazione non accurata o l’uso di tecniche non adeguate può influire. In sintesi, l’insuccesso deriva spesso da un insieme di fattori biologici, tecnici e comportamentali”.

Giorgio Cappellini

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