GALLARATE – «Agire con incentivi o agevolazioni comunali non eliminerebbe il problema, ma lo sposterebbe. Verso il gioco online – meno controllabile – e verso i Comuni limitrofi». Così Germano Dall’Igna, assessore alla Sicurezza, ha chiuso il suo intervento in merito alle azioni messe in campo contro la complessa questione del gioco d’azzardo a Gallarate. Se ne è parlato all’ultimo consiglio comunale, in risposta al question time presentato da Carmelo Lauricella (Pd). Replica che, però, non ha convinto il consigliere dem: «Ci provocate».
Gioco d’azzardo: i numeri
Lauricella ha chiesto chiarimenti sulle attività di mappatura e censimento degli apparecchi da gioco e sulle azioni di controllo da parte della polizia locale. Ha presentato l’entità di una simile «piaga» a suon di numeri. Sia a livello nazionale («In Italia, nel 2024, la raccolta è stata di 157.4 miliardi, 20 in più rispetto all’intera spesa sanitaria, con valore pro-capite, per ogni cittadino con più di 18 anni, di 3.137 euro»). Sia a livello locale. Con un focus sulla provincia di Varese, dove «la raccolta media è stata nel 2024 di 2.368 euro per abitante». Mentre, a Gallarate, è stata «di 3110 euro».
Il tutto ricordando che Gallarate ha partecipato a iniziative di contrasto al gioco d’azzardo patologico, come Link Insubria: rete contro l’azzardo, «che coinvolge ben 37 comuni dell’ambito territoriale e di cui il nostro Comune è capofila».
Le azioni a Gallarate
Dall’Igna ha precisato che «l’amministrazione comunale si impegna in questo delicatissimo ambito, rafforzando le sinergie con la guardia di finanza». Fra le azioni svolte, ha poi ricordato che «dal 2024 il sindaco ha individuato un ufficiale della polizia locale per profilarsi sull’applicativo messo a disposizione dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che permette di visionare e scaricare i dati dei volumi di gioco degli ultimi tre anni». Inoltre, ha aggiunto che «è possibile scaricare i dati riferiti alle Vlt, esercizi con apparecchi videoterminali, la cui autorizzazione è di competenza della questura, e i dati delle slot machine».
In merito al controllo ordinario ha invece spiegato che «la polizia commerciale effettua accessi ispettivi a tutte le attività di Gallarate in possesso di apparecchi da gioco». Ma, nonostante questo intervento, «non è stata erogata alcuna sanzione amministrativa per irregolarità negli ultimi anni, solo un deferimento all’autorità giudiziaria».
In sintesi ha ribadito che «il gioco d’azzardo è un problema serio e reale». Per questo «occorre evitare interventi isolati e simbolici». Quindi, «agire con incentivi o agevolazioni comunali non eliminerebbe il problema, ma lo sposterebbe: questo non è contrasto, è delocalizzazione».
«Ma allora provocate»
Spiegazione che però non ha convinto Lauricella: «Ma allora provocate», ha detto. «In una città in cui il sindaco paga il biglietto da Gallarate a Milano perché i migranti vadano da un’altra parte, si risponde che dare incentivi per eliminare il gioco d’azzardo vorrebbe dire delocalizzarlo». Quindi, «la domanda rimane inevasa: il Comune non interviene perché qualcun altro deve pensarci».
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