GALLARATE – La Lega di Gallarate appoggia Andrea Cassani come candidato alla segreteria provinciale «per molti motivi che provo ad elencare». Inizia così la nota stampa del segretario cittadino Giorgio Caielli, diramata all’indomani della lettera aperta attraverso cui l’ex assessore – ed ex leghista – Andrea Zibetti ha provato a destabilizzare l’ambiente.
Voce fuori dal coro
Secondo Caielli, si tratta di una voce fuori dal coro. «La città è stata ben amministrata per dieci anni ma non solo. La connotazione politica data è stata quella di chi aveva promesso alcune cose in campagna elettorale e poi ha mantenuto quelle promesse. Situazione già piuttosto rara nella politica italiana. Ad esempio il No alla Moschee a Gallarate, lo sgombero del campo Sinti, ripetuto più volte. Il No a nuova Grande Distribuzione per cercare di favorire i piccoli commercianti. L’ampliamento delle aree esterne dei bar che hanno reso il centro più attrattivo aumentando la presenza dei cittadini che di riflesso migliora il senso di sicurezza di chi vuole fare una passeggiata.Il numero enorme di opere pubbliche realizzate e alcune in fase di completamento. La politica della compartecipazione dei cittadini ai servizi individuali a favore di una riduzione delle tasse per tutti. E altro ancora».
In vista del congresso
Per quanto riguarda il Congresso provinciale, Caielli fornisce la sua personale versione anche a seguito delle critiche emerse durante la cena di Masnago a sostegno dello sfidante Mirko Reto. «Posso dire nella mia ventennale esperienza che, a parte negli ultimi tre anni con la segreteria provinciale a guida Cassani, da sempre la segreteria provinciale è stata sbilanciata su Varese. Nessuno l’ha mai messa in discussione, ma che adesso ci sia l’accusa di essere troppo affini al sud della provincia non si può sentire. Domenica ci sarà il Congresso provinciale e vedremo come voteranno tutti i Militanti e capiremo se le polemiche di questi giorni abbiano avuto un vero sostegno dalla base».
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