Ospedale di Gallarate, si spacca FI. Lega: «Mucci, le minacce non ci piacciono»

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GALLARATE – Le rassicurazioni ottenute dal governatore Attilio Fontana sulla collocazione di un ospedale di comunità a Gallarate non hanno fatto desistere Belinda Simeoni. Come preannunciato dal commissario cittadino di Forza Italia, Nicola Mucci, ieri sera 13 novembre in consiglio comunale ha presentato una mozione che impegnava il sindaco Andrea Cassani a non firmare il secondo accordo di programma (quello relativo alla rigenerazione urbana del Sant’Antonio Abate) nel caso non arrivassero precise garanzie sul futuro degli attuali padiglioni sanitari. Alla conta dei voti, la mano di Simeoni era l’unica alzata in maggioranza.

Sola in maggioranza 

Come era stato evidente già 24 ore prima, dunque, la strategia di Mucci ha portato Forza Italia alla spaccatura. Il capogruppo Calogero Ceraldi, infatti, dopo aver partecipato all’incontro di Milano disobbedendo agli ordini di scuderia, si è allineato alla posizione degli alleati (Fratelli d’Italia, Lega, Centro popolare e Lista Cassani) e non ha votato la mozione presentata dalla sua compagna di banco (si è allontanato dall’aula). Simeoni nel suo intervento ha detto di aver accolto con un «Sussulto di onesta preoccupazione» le dichiarazioni di Fontana perché pongono «interrogativi inquietanti» e lasciano intendere che ci sia «una manina che sovverte le decisioni della massima carica regionale».
Le ha risposto immediatamente il sindaco, bollando come «desueta» la sua mozione. E ha aggiunto: «La comunicazione ufficiale di Fontana troverà sicuramente riscontro in atti ufficiali. Le rassicurazioni le abbiamo ottenute ieri con Forza Italia presente grazie al suo capogruppo che ha potuto sentire con le sue orecchie tutte le garanzie richieste. Questa mozione è dunque un atto politico di chi le ha scritto l’intervento e che forse vuole fare polemica o creare fratture. E’ un documento desueto che si poteva risparmiare. Noi non tratteniamo nessuno: faccia quello che ritiene più opportuno, liberissima di non votare l’accordo di programma o anche di andare in opposizione». Ancora più esplicito Stefano Deligios (Lega): «E’un atto politico di minaccia interna alla maggioranza. E a noi le minacce non piacciono».

I tempi che non tornano 

E dire che l’annuncio di Fontana era stato secondo la ricostruzione del commissario di Forza Italia Nicola Mucci il risultato politico proprio della mozione urgente depositata martedì mattina da Simeoni. Lo ha detto martedì sera all’assemblea pubblica delle opposizioni e anche a mezzo stampa («Fare il poliziotto cattivo produce i suoi effetti»). Si è preso i meriti, insomma, ma i tempi non tornano affatto. L’incontro con il presidente della Lombardia era stato infatti concordato ben due giorni prima, per la precisione domenica mattina, quando il primo cittadino informa immediatamente gli alleati della possibilità di partecipare con un proprio rappresentante. Mucci a quel punto risponde di non essere interessato a essere presente, scatenando l’ira del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, l’assessore regionale Francesca Caruso, e l’ammutinamento del suo capogruppo. Non pago, senza informare il resto della coalizione, poche ore prima dell’incontro a Palazzo Lombardia fa depositare a Simeoni la mozione, così da poter raccontare la sera stessa in assemblea pubblica che Fontana sarebbe tornato sui propri passi grazie alla sua azione politica, accolta peraltro tra i mormorii della platea delle Scuderie Martignoni che, quando ha detto che «Noi ci siamo presi la nostra responsabilità» non lo ha certo ricoperto di applausi. Mugugni bipartisan, dunque, che come unico risultato hanno ottenuto di aver creato l’ennesimo caso in maggioranza. Lo scorso maggio, Mucci venne zittito dal suo segretario provinciale Simone Longhin e lui abbassò la testa. Ora cosa accadrà? 

Atti ufficiali

Le opposizioni, che hanno votato la mozione di Simeoni, durante il dibattito hanno di fatto ribadito i concetti emersi durante l’assemblea pubblica di martedì sera. Così Giovanni Pignataro (Pd): «E’ stato un incontro molto partecipato. L’Ospedale di comunità è certo un tema, ma non l’unico. Restiamo in attesa di atti ufficiali, non di comunicati stampa».

Gallarate, Forza Italia zittisce Mucci. E lui abbassa la testa 

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