L’ospedale unico Busto-Gallarate non sarà su Marte

Gallarate ospedale Alessio imbriglio

di Alessio Imbriglio*

Gallarate ospedale Alessio imbriglio
Alessio Imbriglio

Direi che rispetto a quanto detto in queste settimane e mesi da quanti esprimevano preoccupazioni sulla possibilità di un ospedale di comunità abbiano ricevuto la conferma dal presidente Fontana che si farà.
Rispetto sempre le opinioni altrui, le posso comprendere anche se non le condivido, e mi pare che un dialogo e un confronto ci siano stati e ci siano. Viene chiesto dall’opposizione disponibilità e un qualcosa di costruttivo. Da parte di nessuno c’è disinteresse o incapacità di capire la complessità della questione. Mi permetto di ricordare che l’ospedale unico non sarà costruito su Marte, ma ad una decina di minuti in auto dal centro di Gallarate, poco dopo il confine con gli inizi di Busto Arsizio. La questione, e le relative polemiche, sono state incentrate solo sui cittadini gallaratesi, non sottolineando però che la struttura, così come tutte le strutture presenti sui diversi territori, riguardano anche persone provenienti dai comuni limitrofi o anche lontani. Il che chiarisce che in casi come questi, un polo di una città è un bene comune che va oltre i confini geografici e amministrativi diretti, e l’amministrazione gallaratese non ha guardato alla popolarità della scelta o ad un suo futuro consenso puramente elettorale, ma al bene comune, che prima ancora degli applausi facili deve interessare una buona amministrazione.
Me ne vedo bene a dare lezioni, ma mi limito a considerare che un ospedale non è un parco divertimenti o un’attrazione turistica, che porta intorno all’area un flusso di persone per riempire il centro. La storia del Sant’Antonio Abate deve essere rispettata, ma è irrealistico pensare che le strutture siano eterne, e che per valori storici non sia allora possibile un progresso in un mondo in continuo cambiamento e che richiede sfide sempre maggiori. Da parte mia, che da solo un mese e mezzo sono in Consiglio comunale e quindi fino a quel momento il mio ruolo è stato limitato a quello di osservatore, a volte privilegiato ma lontano comunque dal tavolo decisionale, qualche idea ora posso anche suggerirla apertamente, la cui realizzazione dovrebbe però vedere la disponibilità e la possibilità concreta da parte degli interessati per renderla operativa. Ad esempio, da qualche anno sento parlare della proposta di una stazione ferroviaria all’altezza del quartiere Beata Giuliana, dove verrà costruito l’ospedale unico. Mi sembra un’ottima idea, anche se la competenza oltrepassa i confini gallaratesi e richiede l’intervento di altri enti, e rientrerebbe abbondantemente nei tempi utili, in modo da potenziare le vie di comunicazione verso l’area predestinata al nuovo complesso. Potenziamento che dovrebbe, a mio parere, riguardare però anche l’aumento delle tratte e della quantità degli autobus verso il quartiere bustocco, nel nostro caso da e per Gallarate, in modo da rendere ancora più accessibile l’area a quante più persone possibili. Altra proposta, a cui penso, è quella se ci possa essere la possibilità da parte di Asst, proprietaria di parte delle mura dei plessi dell’attuale Ospedale Sant’Antonio Abate, magari, di un qualche interesse ad aprire un dialogo con strutture cliniche private o, ma la vedo difficile anche se non impossibile valutando l’arco di tempo, convenzionate, con l’aiuto di possibili agevolazioni in caso di un possibile accordo, visto l’interesse che gravita intorno alla struttura, intesa come costruzione puramente edile, esistente, per un riutilizzo anche se diverso ma sempre gravitante intorno alla sanità. “Convenzionate” non è utopia, nel tempo si potrebbero verificare condizioni, che al momento non sono possibili, ma che in un futuro vicino o più lontano possano essere realisticamente rivalutate; oppure proprio private, ma in grado di stabilirsi sul territorio in modo compensativo o alternativo per scelta.  È ovvio, che se l’ospedale “unico” verrà costruito sarà in sostituzione delle due strutture, e sarà un unico, nuovo (così come tutte le cose terrene lontane dall’eternità) e funzionale polo all’avanguardia per tutti.

*Consigliere comunale di Fratelli d’Italia – Gallarate

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