Il muro fu l’origine del male? Sì: il muro dell’indifferenza!
Prima di tutto hanno equiparato il nazismo al comunismo perché i comunisti danno sempre fastidio in quanto a favore delle classi più deboli; poi hanno revisionato la storia riabilitando figure e formazioni politiche legate al nazifascismo (Azov ma non solo); poi se la sono presa con gli immigrati che ci portano via il lavoro e si sono inventati la Remigration (ritorno forzato di persone immigrate nel loro Paese d’origine). Infine, con la scusa che tutti hanno il diritto di esprimere la propria opinione, criminali e assassini compresi, hanno dato spazio e giustificazione a qualsiasi aberrazione, leggi razziali comprese.
Le responsabilità non sono solo di chi oggi ci governa: il fascismo non è mai morto perché c’è chi ha permesso che continuasse a vivere, prima sotto mentite spoglie, ora spudoratamente. E il revisionismo storico non è che un espediente in un Paese dalla memoria sempre più corta.
Ministri di questa repubblichetta (Piantedosi in primis) che permettono e sostengono manifestazioni (vietate nel resto d’Europa) contrarie alla Costituzione nata dalla Resistenza, come l’odierna Remigration tenuta a Gallarate con la presenza compiaciuta del sindaco, noto per le sue idee anti-antifasciste e per la sua arroganza da podestà; lo conosciamo bene, come conosciamo bene le sue allergie ai comunisti, alle zecche rosse, con i saluti del generale che giurò sulla Costituzione divenuto ora il vice di quell’altro ministro che si occupa di tutto tranne che del suo ministero. (anche Mussolini arrivò a Gallarate nel novembre 1924 e fu accolto con tutti gli onori).
Questo evento a cui certa stampa locale online ha dato profondo risalto con una serie di interviste a sostegno del “diritto di esprimere liberamente le proprie idee” fa emergere un certo tipo di simpatie e una volontà generalizzata di chiudere un occhio di fronte all’evidenza: impunità, strapotere, arroganza.
Benissimo i presidi e le manifestazioni di dissenso, occorre smuovere le coscienze anche nella nostra provincia, è necessario ricostituire a breve un “organismo provinciale aperto a tutte le organizzazioni politiche e culturali che a sinistra esprimono piena adesione all’antifascismo” atto ad operare, sia sul piano dell’osservazione e monitoraggio delle diverse organizzazioni fasciste e neonaziste presenti su tutto il territorio varesino, sia sulle modalità di intervento per contrastare la loro azione. La nostra è una provincia in cui il menefreghismo di tanti ha fatto prescrivere un processo per istigazione all’odio razziale; odio sottovalutato dai più e cavalcato da quei personaggi che oggi, con un governo che calpesta impunemente la Costituzione, hanno spalancato le porte agli orgogliosi eredi del nuovo fascismo.
Non possiamo restare indifferenti di fronte a tutto questo. L’ignavia è al servizio del capitalismo, contro i diritti dei lavoratori, delle lavoratrici, dei migranti, delle fasce più deboli della società. L’invito dei rappresentanti del governo a disertare le urne l’8 e 9 giugno va rigettato con forza. Al messaggio immorale, incivile e antidemocratico del governo dobbiamo rispondere in massa andando a votare e portando a votare più elettori possibili. 5 sì sono il primo passo per riprenderci ciò che ci è stato sottratto. Ora come allora non dobbiamo tirarci indietro:
No pasarán!
PCI Federazione di Varese
PCI Sezione di Gallarate
Remigration summit, Vannacci: “Sono con voi”. Cassani: “Gallarate è democratica”
