GALLARATE – «Ricostruzioni fantasiose e già smentite da autorevoli organizzazioni internazionali e giuristi». Così il Partito Democratico di Gallarate attacca il sindaco Andrea Cassani. Il primo cittadino ha infatti affidato ai suoi canali social un intervento sulla Global Sumud Flotilla, la spedizione umanitaria nata per raggiungere via mare Gaza e aiutare la popolazione palestinese. Un’operazione già al centro delle cronache di tutto il mondo, ora intensificate dopo l’abbordaggio da parte dei militari israeliani. Così i dem commentano le parole di Cassani: «Invece di mostrare compassione e solidarietà ai propri concittadini, le cui navi battenti bandiera italiana sono state abbordate in acque internazionali, configurando un’aperta violazione del diritto internazionale, apostrofa la missione umanitaria come mero sfruttamento della causa palestinese per fini personali, politici e mediatici, quando è ben evidente chi si sia affrettato a registrare quanto prima un video sull’argomento, cavalcandone la popolarità».
Il Pd attacca
Ecco l’intervento completo del Pd di Gallarate:
Il Sindaco Andrea Cassani torna ancora una volta sul suo profilo social “cassanisindaco”, non per parlarci dei reali problemi che i Cittadini di Gallarate vivono ogni giorno, come ci si aspetterebbe da un Sindaco di una cittadina da oltre 50.000 abitanti, ma per inseguire le logiche dei numeri da social, avanzando ricostruzioni fantasiose e già smentite da autorevoli organizzazioni internazionali e giuristi.
Non solo omette di ricordare (o ignora) come la Global Sumud Flottilla sia una iniziativa i cui partecipanti provengono da 44 Paesi diversi, in una piena cornice internazionale che sovrasta la mera dimensione italiana, con buona pace alla allusione, trapelata anche in diversi giornali nazionali di area, che l’intento della Global Sumud Flottilla fosse quello di destabilizzare il governo italiano, ma afferma anche che gli stessi cercassero lo scontro e il “casus belli” nonostante sia disponibile a tutti in rete il video-collegamento della Flottilla ove emerge in modo cristallino come gli attivisti si siano sin da subito mostrati collaborativi e non-violenti, seguendo le istruzioni del comando di incursione isreaeliano, che ciò nonostante ha sparato in diverse occasioni cannoni d’acqua agli attivisti inermi e con le mani alzate.
Il Sindaco, in barba allo slogan ripetuto in diverse occasioni “Prima gli Italiani!”, invece di mostrare compassione e solidarietà ai propri concittadini, le cui navi battenti bandiera italiana sono state abbordate in acque internazionali, configurando una aperta violazione del diritto internazionale, apostrofa la missione umanitaria come mero sfruttamento della causa palestinese per fini personali, politici e mediatici, quando è ben evidente chi si sia affrettato a registrare quanto prima un video sull’argomento, cavalcandone la popolarità.
Al nostro Sindaco vorremmo ricordare che, come spiegato dal docente ordinario di Diritto internazionale dell’Università di Bari, Marina Castellaneta, al Corriere: «La zona di mare in cui si trova la Global Sumud Flotilla è una zona di acque internazionali in cui vale il principio della libertà dei mari e della sovranità dello Stato di cui la nave batte bandiera. Un altro Stato non può fare controlli a bordo se non in casi specifici come il sospetto di pirateria o di tratta di esseri umani». Castellaneta spiega anche come il Manuale di Sanremo del 1994, che fissa i principi applicabili in caso di guerra navale, chiarisca che «non si può impedire il transito di beni di prima necessità se la popolazione civile non ha cibo o mezzi di sussistenza».
Sarebbe certamente opportuno informarsi adeguatamente sugli argomenti di cui si intende disquisire, specialmente qualora si tratti di una missione umanitaria volta a portare cibo di prima necessità a civili e bambini affamati, vittime di azioni da parte di Israele definite nel rapporto A/79/363 della Commissione ONU del 20 settembre 2024 quali presentanti «elementi caratteristici del genocidio».
Gallarate non ha bisogno di essere accostata nuovamente al discorso d’odio e alla disinformazione come già avvenuto nel caso del Remigration Summit i cui esponenti vennero definiti “bravi ragazzi”, nonostante alcuni di essi fossero già stati condannati per negazione dell’Olocausto, mentre altri arrestati, in seguito, per terrorismo in Olanda.
Per i suddetti motivi, il Partito Democratico la richiama ad utilizzare un linguaggio ed una comunicazione istituzionale opportuna, ma soprattutto l’onestà intellettuale.
