Il Ponti di Gallarate in visita ad Auschwitz. Col progetto “Treno della Memoria”

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GALLARATE – «Dopo che hai visitato Auschwitz, nulla è più come prima». Basta una sola testimonianza, su oltre 92 studenti partecipanti, per evocare gli orrori dei campi di concentramento. Ed è quanto emerso dall’esperienza vissuta dai giovani dell’istituto Ponti di Gallarate, che ha partecipato – dal 29 febbraio al 6 marzo – a “Treno della Memoria“, progetto fortemente sostenuto dal dirigente scolastico Massimo Angeloni.

Il viaggio

Le classi quarte e quinte delle quattro sedi del Ponti hanno preso parte all’iniziativa: i ragazzi sono partiti da Gallarate in pullman fino a Cracovia, con l’obiettivo di creare comunità, conoscenza e consapevolezza. Un tuffo nel passato – come si legge in una nota diffusa dagli insegnanti – che si innesta nel presente per gettare nuove fondamenta per il futuro. In cui, grazie alla conoscenza diretta e personale degli orrori ed errori della storia, i giovani potranno con maggior consapevolezza combattere ogni forma di indifferenza, pregiudizio, allontanamento e respingimento del diverso. Non solo un viaggio ma una esperienza immersiva, potente e che turba.

La visita

Prima della visita ad Auschwitz-Birkenau, i ragazzi, accompagnati dai professori Lucia Ambrosini (referente), Marta Brovelli e Maurizio Stumpo hanno visitato luoghi di Cracovia carichi di significato storico: la fabbrica-museo di Schindler, il quartiere e il ghetto ebraico, il campo di lavoro Plaszow. Ogni visita era coordinata da una guida che ha raccontato la storia di una nazione e di un popolo nel difficile cammino verso la libertà. Documenti, filmati, foto, installazioni multimediali hanno supportato i racconti storici delle due guide del folto gruppo. Al termine di ogni tappa c’è sempre stata un’attività di riflessione corale, una sorta di pausa parlata e dialogata per rielaborare ed interiorizzare.

«Auschwitz si attraversa»

Cinque giovani attori hanno drammatizzato i momenti storici accompagnando studenti e insegnanti di palazzo in palazzo, da una via all’altra, da una piazza all’altra, recitando e coinvolgendo in una narrazione intensa cui nessuno è rimasto indifferente. Uno spettacolo teatrale, incentrato sulla tragedia che si è consumata ad Auschwitz, ha preceduto la visita ai campi di concentramento. «Auschwitz non si visita, Auschwitz si attraversa», sono state le parole della guida prima di varcare il cancello con la scritta “Arbeit macht frei”. Attori che hanno poi sottolineato la drammaticità del luogo attraverso le parole di Primo Levi.

Testimonianze e commenti

Diverse le testimonianze degli studenti emerse a seguito del viaggio. E lo stesso vale per gli insegnanti, che hanno commentato l’esperienza vissuta dai giovani

Le parole degli studenti:

Auschwitz ti attraversa; mi ha accolto con una sensazione pesante nel palpabile senso di tristezza che sembra permeare ogni pietra e il filo spinato che incornicia questo luogo.

Un’alternanza di emozioni contrastanti

Dopo Auschwitz, Birkenau; un luogo sterminato e difficile; vuoto e silenzioso nonostante i tanti visitatori. La palazzina e la torretta attraversata dal binario. Entrare in quelle baracche piene di anime, deprivate di loro stesse… l’unica cosa che si può fare davanti a tanto dolore è vivere per loro; e vivere intensamente

Il commento degli insegnanti:

Con i loro insegnanti e con gli educatori di Treno della Memoria i ragazzi hanno intrapreso un viaggio complesso e arricchente, una sorta di pellegrinaggio laico, rielaborando l’esperienza vissuta in una assemblea plenaria alla quale erano presenti piu’ di 1000 persone tra studenti, insegnanti ed educatori TdM.

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