GALLARATE – «Anche io ho subito una forma di bullismo», ha raccontato Amalia Ercoli Finzi ieri sera 16 novembre sul palco del Teatro Condominio. «Abitavo in via Roma a Gallarate e vicino a casa mia c’era un ambulante che vendeva conigli morti al mercato. A scuola mi dicevano che puzzavo di coniglio morto. Il capo della banda era un cretino, l’ho incontrato tempo dopo ed è rimasto un cretino».
I premiati
La scienziata gallaratese, una delle italiane più autorevoli nel campo dell’ingegneria aerospaziale, era tra le persone che hanno ricevuto il Premio Anemos Italia 2025, un riconoscimento che – come ha spiegato la presidente dell’associazione Anna Marsela (nella foto qui sotto con Antonia Monopoli) – nasce con l’obiettivo di valorizzare coloro che, nel corso dell’anno, si sono distinti per il loro impegno concreto nella lotta contro la violenza di genere, il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di disagio e discriminazione sociale. Attraverso azioni significative, denunce coraggiose o l’espressione artistica, sono persone che hanno dato un contributo prezioso alla sensibilizzazione e al cambiamento culturale, rendendosi promotori di valori fondamentali quali il rispetto, l’inclusione e la giustizia sociale. Il premio intende dunque celebrare e sostenere chi, con il proprio operato ha saputo trasformare la denuncia in un potente strumento di consapevolezza e ispirazione per la collettività.
Nel corso della serata, hanno ricevuto il riconoscimento anche Giorgia Butera, Gemma Gualdi, Paola Biavaschi, Irene Vella Marco Ferrara, Mirco Cazzato, Luca Nardi, Leila Pereira Daianis, Luisa Rizzitelli, le associazioni Lampi Blu, Si-Cura, Eva Onlus, Su la testa e Cuore Pieno. E poi ancora Alessandra Verni, Anna Colella, Oleksandr Malaiko, Cinzia Zumia, Lavinia Limido, Vincenzo Vetere, Antonia Monopoli e la famiglia Calderoni.
Numerose le autorità presenti, tra cui il sindaco Andrea Cassani e l’onorevole Andrea Mascaretti.
Le dichiarazioni
A presentare la serata Antonio Franzi con Stefania Cipolat. Che ha detto: «Per la quarta volta, questo premio dà voce e riconoscimento a chi, dalle situazioni più delicate, fragili e violente, è riuscito a rialzarsi. A chi ogni giorno combatte, prova a ricominciare, trova la forza di ripartire nonostante tutto. Sono storie che si incontrano nella stessa direzione: quella di chi vuole farcela».
Tra i premiati anche Antonia Monopoli per il suo impegno sociale e politico a difesa delle persone transgender. «Questo premio non è solo un gesto simbolico: è la conferma che il lavoro quotidiano, la presenza costante e la lotta per i diritti umani delle persone trans hanno un valore collettivo e condiviso».
Sul palco è stata chiamata la senatrice Elena Ferrara, promotrice della legge nazionale contro il cyberbullismo: «In questa cerimonia ricca di testimonianze intense e storie drammatiche ci sono anche bellezza e impegno costruttivo, per cambiare un mondo minato da sopraffazione e indifferenza».
Ex vittima di bullismo, Vincenzo Vetere porta la sua storia personale nelle scuole. Ecco perché Anemos lo ha voluto premiare: «Le parole sono molto importanti e possono essere cura per chi oggi sta vivendo ciò che hai vissuto tu. Ogni volta un senso di responsabilità cresce dentro di me e sono orgoglioso di portare avanti e con testa alta un progetto così ambizioso e complicato. Le rivoluzioni partono dalle piccole azioni».
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