GALLARATE – Scuola e integrazione. Ha creato un ampio dibattito la notizia, resa nota dal sindaco di Gallarate Andrea Cassani, che in una scuola della sua città ci sono 126 stranieri su 130 alunni iscritti. Si tratta della primaria di Cascinetta. A prendere parola sono ora proprie le maestre di quell’istituto che, in una lettera aperta, raccontano com’è insegnare lì dentro. E assicurano: «Se chiedessero a noi dove vorremmo “fare scuola”, risponderemmo sempre e solo a Cascinetta. Anche le supplenti, negli anni, avrebbero fatto carte false pur di tornare».
Oggi parliamo noi
Di seguito la lettera integrale delle maestre di Cascinetta:
Oggi parliamo noi: le maestre della scuola primaria di Cascinetta, considerata da molti scuola di second’ordine. Eppure, se chiedessero a noi dove vorremmo “fare scuola”, risponderemmo sempre e solo a Cascinetta. Anche le supplenti, negli anni, avrebbero fatto carte false pur di tornare. Citando il titolo di un libro, guarda caso di un’altra maestra, Susanna Tamaro : “Va’ dove ti porta il cuore”, ossia, in una scuola che accoglie.
L’IMPEGNO E LA DIDATTICA
Sì, perchè nelle linee guida per la Didattica Interculturale, pubblicate dal Ministero già vent’anni fa, si parla di accoglienza e didattica inclusiva per tutti, che non è “rimanere indietro”, come tanti pensano, ma andare ai ritmi dei bambini e dei loro bisogni, fermarsi se necessario, ripetere, differenziare, portare per mano.
Grazie alla nostra Dirigente, il nostro Istituto organizza corsi pomeridiani e al sabato mattina, per migliorare la conoscenza della lingua, potenziare il metodo di studio e fare attività sportiva; inoltre in orario curricolare è attivo il laboratorio di rinforzo dell’italiano e non da ultimo siamo sede della Scuola delle Mamme, due volte a settimana gli insegnanti del CPA insegnano l’italiano alle donne che ne hanno bisogno.
Non siamo martiri: facciamo il nostro lavoro, come tanti colleghi in Italia, in ogni ordine di scuola. Abbiamo le nostre difficoltà, ma nessuno di noi ha mai pensato che fosse un lavoro di poche ore mattutine, ma un impegno serio e costante di professioniste della didattica. Come dipendenti pubblici, citiamo la Costituzione: art. 3 “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”
Ma chi è lo Stato se non noi, suoi dipendenti? Ma sicuramente anche le istituzioni, tra cui anche l’Amministrazione Comunale.GLI ALUNNI E LA LORO FORMAZIONE
Ora passiamo a parlare dei nostri alunni: forse qualcuno si è dimenticato che stiamo parlando di bambini, di minori, dei figli di qualcuno, ma soprattutto, dei cittadini di domani, del nostro futuro.
Certo non possiamo negare che alcuni dei nostri alunni abbiano delle difficoltà, ma non legate solo alla lingua, che comunque imparano. La scuola è il luogo in cui si scoprono davvero gli “altri”, si fanno le prime amicizie, ci si guarda con curiosità, a volte con timore o con affetto. Forse le difficoltà si ritrovano dietro ad altre situazioni di svantaggio, zone in cui la scuola non può intervenire, ma altre istituzioni sì.
Ed ora i risultati: strano a dirsi ma anche i nostri alunni di prima a Natale leggono, in seconda imparano le tabelline e in terza studiano i dinosauri! I dati Invalsi non ci vedono così al di sotto della media regionale e nazionale: completamente in linea gli esiti di matematica e inglese e in progressivo miglioramento quelli di lingua italiana, dati che alla secondaria vanno ad amalgamarsi con quelli degli alunni con genitori italiani. Ma tutto sommato la scuola è da considerarsi un’isola felice, l’integrazione è un fenomeno complesso che deve vedere coinvolti più azioni e più attori. Anche tutti noi dovremmo imparare ad essere cittadini più solidali, questo per il bene comune tra cui il progresso sociale, principio costituzionale fondamento dell’art. 2.
Gallarate, il caso: in una scuola primaria 126 studenti su 130 sono stranieri
