GALLARATE – Negli ultimi tre anni sono 332 gli studenti che hanno usufruito del servizio di prima alfabetizzazione a Gallarate. Un progetto pensato per aiutare i piccoli stranieri – che, a volte, arrivano a scuola senza nemmeno riuscire a dire “ciao” – a imparare l’italiano, favorendone in questo modo l’integrazione e l’istruzione. Il piano dedicato ai Nai verrà riconfermato anche per il prossimo triennio, con l’amministrazione comunale pronta a mettere a disposizione delle scuole del primo ciclo un educatore per gli alunni neo arrivati in Italia.
Imparare l’italiano
Disponibile per 22 ore settimanali nel periodo tra ottobre e maggio, l’educatore affiancherà gli alunni stranieri «affinché possano acquisire una sufficiente padronanza dell’italiano, degli strumenti comunicativi e degli aspetti più formalizzati della lingua», recita la delibera di giunta proposta dall’assessore all’Istruzione, Claudia Mazzetti. Il tutto, con l’obiettivo di «favorire il diritto allo studio e alla formazione dei cittadini non italiani, agevolare le fasi di prima alfabetizzazione, favorire i processi comunicativi e l’integrazione».
Gli studenti stranieri
Il progetto è rivolto ai minori che frequentano la scuole dell’obbligo degli istituti comprensivi di Gallarate, dove la percentuale di studenti stranieri è sopra la media nazionale e regionale. Un dato confermato nei giorni scorsi anche dal sindaco Andrea Cassani, accendendo i riflettori sul caso di una scuola con soltanto 4 alunni italiani su 130. Che quella gallaratese sia una società fortemente multietnica, del resto, non è certo una novità. La Città dei Due Galli, infatti, risulta uno dei centri della provincia di Varese in cui si registra il maggior numero di stranieri che ricevono la cittadinanza italiana.
Valorizzare lingue e culture
Con il progetto dedicato ai Nai (Nuovi arrivati in Italia), il Comune intende affiancare nell’apprendimento tutti quegli studenti che arrivano negli istituti scolastici senza conoscere la lingua e che, spesso, non parlano italiano nemmeno in famiglia. Senza scordare le specificità culturali della comunità di provenienza. A Gallarate le minoranze etniche sono numerose, e, in diversi casi, provenienti anche da Paesi molto lontani (Bangladesh, Pakistan, Cina e Nord Africa). La lingua è la prima forma di integrazione, ma non si lavorerà soltanto sull’apprendimento dell’italiano. «Puntiamo a organizzare attività ad hoc in base all’etnia di appartenenza, valorizzando le culture e le lingue di origine – si legge nel Protocollo di Alfabetizzazione per il prossimo triennio -, che permettano di esprimere stati d’animo ed emozioni, e favoriscano la conoscenza di abitudini, regole e usanze del territorio».
Gallarate, il caso: in una scuola primaria 126 studenti su 130 sono stranieri
