GALLARATE – Il teatro è tante cose insieme. Celebra l’arte, invita alla riflessione. Poi diverte, poi inquieta. Apre le porte, promuove idee, mostra mondi nuovi e sprona all’esplorazione. Ma soprattutto è legame. Lo ha detto bene Giulia Provasoli, presentando tutti quegli spettacoli che «uniscono il pubblico di tutte le età sotto il cappello delle emozioni, del senso civile che ci insegna questa grande arte. E la magia che porta con sé». È il teatro. Ed è un benvenuto alla nuova stagione in avvio alle Arti di Gallarate, che quest’anno compie 57 anni.
La rassegna è stata ufficialmente presentata questa sera, 17 settembre, nella sala in cui il nome di don Alberto dell’Orto risuona forte: continuamente ricordato, la sua assenza diventa lo stimolo – anno dopo anno – a continuare in questa direzione. «È il nostro ispiratore», ha specificato la presidente Elena Balconi.
Via alla nuova stagione
«Siamo pronti a presentare il nuovo anno teatrale e vogliamo portare una stagione che sia interessante per un numero sempre più ampio di persone», è l’invito di Balconi. Sono quelle persone che non perdono un appuntamento col palco delle Arti, quelle che «mostrano sempre molto affetto». Affetto che vuole essere ricambiato: «Che sia un mondo di cultura e di intrattenimento, ma con uno sfondo di riflessioni e condivisioni sui vari argomenti». Tutto grazie a chi sta dietro e si rimbocca le maniche, «una grande famiglia di vol0ntari». Sono loro a fare in modo che «questo piccolo miracolo di teatro di comunità possa andare avanti e sia un punto prezioso di aggregazione». Guarda il video:
I dettagli
È stata Provasoli a entrare più nel dettaglio. Partendo da quegli 8 appuntamenti fissi pensati per il pubblico che da anni frequenta la sala («La nostra più grande garanzia per continuare a programmare»). In parallelo viaggia l’altra stagione, la pomeridiana: «Anche quest’anno confermiamo sei appuntamenti per i bimbi dai 3 anni in su». Scherzosamente: «Fino ai 99 anni. E se mi chiedono se ospitiamo chi ne ha 100? Naturalmente, anche chi ne ha 130». E il motivo è proprio perché sono «spettacoli che uniscono il pubblico di tutte le età sotto il cappello delle emozioni del teatro». Non solo: ci sono poi sei scolastiche pensate per i ragazzi e le ragazze e per i bimbi e le bimbe, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori: «Tutti appuntamenti che scelgo aiutata dai colleghi del centro culturale». Sono un ventaglio di proposte di attori e artisti di compagnie di professionisti. Perché va sempre di più sottolineato: «Il teatro è un lavoro. E come tale va trattato». Dal 27 settembre partirà anche la scuola di teatro.
QUI IL PROGRAMMA DELLA NUOVA STAGIONE AL TEATRO DELLE ARTI
Gli approfondimenti, nel video:
Le altre iniziative
La professoressa Cristina Boracchi ha ribadito il ruolo del centro culturale, specificando che «facciamo molte altre iniziative». Ha parlato dei due convegni. Uno di carattere letterario, «concentrato sul tema autrici, profondo e aperto a cittadinanza e scuole». L’altro, storico: «Sarà sul rapporto fra Israele e Palestina, un argomento scottante che va affrontato in maniera scientifica e geopolitica». Infine ha accennato a Filosofarti, la rassegna – ormai una tradizione – che indaga i meandri del pensiero e celebra la bellezza: «Ci sarà un evento particolare con l’assessorato regionale a novembre». Il tema della nuova stagione sarà Nodo/reti – Singolo e comunità.
Dove le avventure iniziano
Non poteva mancare il supporto dell’amministrazione comunale. Così l’assessore alla Cultura, Claudia Mazzetti: «È un piacere essere qui per una realtà storica di Gallarate». E ancora: «Una stagione sempre ricca, con una vocazione per la prosa e per gli spettacoli di qualità. Il pubblico ha sempre risposto positivamente». Il tutto con un occhio di riguardo per le matinée dedicate alle scuole: «Hanno sempre dato grandi risultati, è bello che i nostri ragazzi inizino le avventure qui, al Teatro delle Arti».
Presente anche don Riccardo Festa che si è soffermato sul cinema e sul successo del Cineforum. Ricordando il valore di un «progetto culturale unico», quello che sta alla base. E che «nasce dalla condivisone e dallo stare insieme».
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