GALLARATE – È morto Giulio Delpini, figura storica del Torino Club di Gallarate. Un punto di partenza per i più piccoli che si allenavano sognando i grandi campi da calcio, un riferimento per chi si è fatto le ossa seguendo i suoi insegnamenti. Si è spento ieri, 8 ottobre, all’età di 88 anni. Tra i giovani talenti che hanno fatto un pezzo di strada con il mister, c’è anche Marco Parolo. Che alla fine di quella strada ha trovato la Serie A e poi la maglia della Nazionale. Ma non si dimentica le origini: «Per me, è stato l’inizio del mio percorso nel mondo del calcio. Oggi che sono un allenatore anche io, spero di poter trasferire ai miei ragazzi la stessa passione che lui ha trasmesso a me».
Il ricordo di Parolo
La maglia granata era una seconda pelle per il Giulio. E lo è diventata per chi è cresciuto insieme a lui. Per i genitori: le famiglie dei molti bimbi e ragazzi che hanno passato intere serate di inverno a giocare a calcio nei campi del quartiere Ronchi. «Era un tipo tosto, si correva con lui. Ma quanto vi voleva bene», è la testimonianza media di chi quelle sere le ha trascorse a bordo campo, in attesa che finissero gli allenamenti dei propri figli. Sono storie che, negli anni, si sono ripetute. E si sono moltiplicate, diventando i ricordi di nuove generazioni, di nuove famiglie, di nuovi dirigenti.
Marco Parolo ne è la prova. È rimasto così legato a quello stemma, alla squadra in cui ha mosso i primi passi, che alla fine ne è diventato il proprietario. E oggi ricorda così il mister Giulio: «Ho sempre avuto una grande passione per il calcio, ma lui è riuscito ad alimentarla: ha fatto crescere in me il desiderio di giocare e di imparare». E ora che il ruolo di Parolo è gestire gli under 16 del Milan da bordocampo, «quella passione la vivo ancora».
Il ricordo del Toro
Poi c’è lo staff del Torino Club, tutto, che perde un pezzo. Così Secondina Sandri: «È come se se ne fosse andato in cielo uno di famiglia», dice. «Chi lo ha conosciuto, lo sa: per Giulio, tutti dovevano avere la possibilità di imparare secondo il proprio modo di essere. Aveva un’attenzione pazzesca, ma soprattutto vera. Era rigido? Sì, certo. Ma se c’era qualcuno che insegnava calcio, era lui».
Attraverso i propri canali social, anche il Torino Club ha voluto mandare un ultimo saluto a Delpini. Ecco il messaggio:
Con profonda tristezza apprendiamo della scomparsa di Giulio Delpini, storico allenatore e figura simbolo del Torino Club.
Giulio non è stato solo un grande uomo di sport, ma un esempio di dedizione, passione e umanità.
Ha trasmesso valori che vanno ben oltre il campo: il rispetto, il sacrificio e l’amore incondizionato per i colori granata.
La sua presenza ha lasciato un segno indelebile nei cuori di tutti noi.Ci stringiamo con affetto alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo.
Grazie di tutto, Mister.
Il tuo spirito vivrà per sempre con noi, sugli spalti e nel cuore del nostro Club.
I funerali verranno celebrati domani, 10 ottobre, alle 15, nella chiesa San Giulio di Cassano Magnago.
Tutti sul nuovo campo sintetico dello stadio di Gallarate. Il primo calcio con Marco Parolo
